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Kill Mauri – Nato Per Vincere | Recensione

Non tutti ricordano l’episodio attraverso cui Kill Mauri si è esposto in modo così netto nei confronti del “Mezzo Rap italiano”; allora, la mossa ebbe come conseguenza una quasi esclusiva pioggia di opinioni sfavorevoli verso il suddetto, presunto peccatore di sfuriate gratuite mirate ad attirare un buon numero di occhi e click. Oggi, con l’ausilio della visibilità garantita dalla sua entrata nella crew Machete, l’augurio è che molti ascoltatori abbiano compreso al meglio il senso di quello sfogo e l’attitudine di Mauri, sublimata perfettamente all’interno di “Nato per vincere”. L’attenzione è principalmente rivolta verso l’ascesa, la vittoria è al centro delle tematiche, ma non si esaurisce tutto qui: quando l’mc isolano muove critiche si arma di una precisione e di un’onestà intellettuale che rendono quasi inopinabili le sue riflessioni; a tal proposito, “Sempre piangendo” fa da vessillo per uno dei messaggi trasmessi dall’album e ci fornisce un aiuto per comprendere al meglio la distinzione che l’artista fa tra se stesso e tutti gli altri – differenza rintracciabile, appunto, nell’attitudine e nell’approccio. La traccia in oggetto è infatti permeata di un’ironia terribilmente tagliente e dipinge in maniera egregia lo state of mind lagnoso dell’italiano medio e, per ovvio sillogismo, del rapper italiano medio, perennemente incastrato tra le lamentele per il disco che non vende e quelle verso l’hater di turno. Ogni episodio di “Nato per vincere”, comunque, contribuisce a creare nell’immaginario dell’ascoltatore il percorso compiuto da Kill Mauri, assumendo in molti tratti una connotazione che può portare a pensare che essere nati per vincere e aver perso una serie infinita di volte siano due fattori indissolubilmente collegati. Mauri non si stacca mai nettamente dalla realtà, scansando punchline casuali ed autocelebrazione fine a se stessa: tale fattore trova il suo perfetto esempio in “Scrivo queste cose” ed “Olympus mons”, che suonano come una piccola interruzione e una presa di coscienza più oggettiva sul percorso che il rapper ha compiuto e sta ancora compiendo. Da apprezzare è anche il modo in cui l’mc concepisce la musica Hip-Hop, aggirando l’approccio troppo serio che tanti professano (<<c’ho i coglioni pieni del Rap che parla di Rap/la guest che parla del SERT/tutti con lo stesso slang>>) – evidentemente il Nostro ha compreso l’ambiente in cui circola da tantissimi anni e l’ha riportato qui in modo limpido. Estremamente apprezzabili anche il flow, scandito perfettamente e controllato nell’alternanza tra strofe che scorrono più lisce ed altre caratterizzate da interruzioni che si rivelano azzeccate e originali, così come i ritornelli; la fruizione così piacevole dell’album è però agevolata dall’esiguo numero di tracce (dieci in totale, senza skit), ma soprattutto dalla qualità delle produzioni, spartite tra nomi più conosciuti ed altri meno, beatmaker vicini all’artista da anni e che conoscono il tipo di sound di cui lo stesso aveva bisogno. Salmo si conferma un produttore impeccabile, così come Denny The Cool, medesimo discorso per Low Kidd ed Ekerblow (membro della Urtogang); questi quattro sono i più affermati, affiancati da alcune rivelazioni come Stimena e Dres P, compaesano di Mauri (il quale l’ha scoperto solo di recente) e dietro il beat di “Succo di papaya”, la traccia più scanzonata dell’album con la collaborazione impeccabile di Gemitaiz, il rapper più adatto a creare un pezzo che si rivelasse così magnetico e inducesse – almeno per quel che mi riguarda – a continui repeat. L’altra collaborazione è quella di Frah dei Fratelli Quintale in “Troppo per me”, brano dedicato alla rispettiva rivincita sociale. “Nato per vincere” è un’anomalia nel panorama Hip-Hop italiano, perché riesce nell’intento in cui molti dischi falliscono: delineare il proprio percorso fino al successo senza perdere di vista la realtà, senza ricorrere a collaborazioni discutibili e senza calarsi in tematiche fuori luogo o ripetitive. E’ un disco che non rompe le palle, ecco, e che non sta sempre piangendo.

Reviewed by Michele Garribba

fonte: http://www.rapmaniacz.com/old_site/KillMauri2015.htm

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