INTERVISTE

Dealer Of Rhymes Intervista | 07046

Oggi abbiamo intervistato Dealer Of Rhymes, MC classe ’94, nato e cresciuto nel Nord Sardegna nella città industrializzata di Porto Torres.
Componente del gruppo Camicie Di Forza, ha pubblicato  il mixtape “07046” , una raccolta di pezzi che per l’artista stesso fungono da album fotografico di ricordi. Andiamo a scoprirlo:

Andrea aka Dealer Of Rhymes, sei nato e cresciuto a Porto Torres, una città in cui è presente una scena abbastanza attiva, basti pensare a gruppi del calibro di Stranos Elementos. Raccontaci di come ti sei avvicinato all’hiphop, visto che hai iniziato da molto giovane, e se c’è qualche aneddoto particolare che vuoi condividere.

Mi sono avvicinato all’hip hop ascoltando più frequentemente, oltre quello che veniva passato in radio, il Rap della scena underground andando poi a scoprire successivamente l’insieme di discipline che l’hip hop racchiude. Così ho deciso di cominciare a scrivere alcuni pensieri in rima e ho imparato a fare freestyle con gli amici con cui stavamo giornate intere ad allenarci, finendo poi a creare il gruppo con Alberto Idini ( Back-Fist ), una crew con Luca Monagheddu ( Elem ) e provando a registrare e capire se effettivamente fossimo in grado di poterlo fare. Porto Torres possedeva già un ottima scena Hip Hop composta da Writers, Breaker, Djs e Rapper, quindi si può dire che la strada fosse già stata spianata; ascoltavo gli Stranos Elementos già da bambino e tutt’ora continuo ad ascoltarli e solo qualche tempo dopo ho cominciato a seguire anche i Volti Estranei. Un grande artista e amico sempre della scena locale è stato Angelo Sanna (Pauz) che ho conosciuto dopo aver inciso il mio primo pezzo e che mi mandò a dire che avrebbe cominciato a farmi registrare, ed è grazie a lui che sono stati realizzati tutti i cd con Camicie di Forza.

Puoi elencarci 5 album che ti hanno influenzato nel corso degli anni, di cui uno della scena sarda?

i 5 album rap che più mi hanno influenzato nel corso degli anni sono :

– Enter the Wu-Tang ( 36 Chambers ) dei Wu Tang Clan

– Cypress Hill IV dei Cypress Hill

– A war story book II dei The Psycho Realm

– La realtà la lealtà e lo scontro di Lou x

Resuggontu degli Stranos Elementos

Il tuo ultimo lavoro è il mixtape “07046” dallo stile hardcore caratterizzato da rime crude (ma non solo).  Di solito i mixtape sono raccolte di pezzi più impulsivi in cui si da più importanza alla tecnica che ai contenuti, ma nel tuo lavoro ho notato molti testi riflessivi e studiati. Quanto tempo hai dedicato alla scrittura dei vari pezzi?

Ho dedicato molto tempo ai pezzi, delle volte ho bisogno anche di più giorni per riuscire a racchiudere quanti più ricordi possibile. In questo caso il mixtape contiene canzoni che sono state registrate con diversi anni di distanza e che ho deciso di raccogliere in un unico CD come se questo fosse una sorta di storia, in modo tale che ogni testo mi riporti a quello che pensavo e facevo nel determinato periodo in cui è stato scritto.

Uno dei pezzi che più mi ha colpito è “Texas Hold’Em”. Qui parli della realtà quotidiana che circonda le persone sotto forma di partita di poker come metafora.
Considerando che nella vita non basta solo la bravura per uscirne vincente, ma ci vuole anche un pizzico fortuna, non posso che essere d’accordo con te. Come è nata l’idea di questo pezzo?

L’idea nasce dal nome d’arte che ho scelto per fare Rap perchè ho sempre avuto una certa passione per il Poker, e per il gioco d’azzardo in generale, si dice che “chi è sfortunato al gioco è fortunato in amore” e quindi decisi di creare uno storytelling in cui, interpretando il ruolo del mazziere come narratore, racconto una partita da giocatore in prima persona contro 3 figure descrivendo lo stereotipo di persone che nella vita quotidiana non sopporto.

“07046” è anche il CAP della tua città d’origine. Che rapporto hai con Porto Torres e quanto ha influenzato il tuo modo di interpretare l’hiphop?

Porto Torres influenza moltissimo il mio modo di interpretare l’hip hop perchè il fatto che si riesca a creare crew, militanza, associazioni, jam session e spazi condivisi penso sia un modo alternativo ed altruista, anche se nel piccolo, di vivere nella nostra zona. Vedo che ultimamente ci si basa sull essere egoisti e non riuscire a formare collettivi di persone per via di interessi diversi da parte dei singoli e l’indifferenza nel capire, o almeno provare, se si ha bisogno di un obiettivo in comune; penso che questo egoismo, questo deficit fa si che la comunità di persone che vivono in quell’ambiente siano “rivali” e non riescano a risolvere i problemi basilari. 

Domanda di rito: progetti per il futuro?  

Per quanto riguarda i nuovi progetti c’è Camicie di Forza che attualmente è formato come sempre dal fondatore Alberto Idini ( Back-fist ), Davide Gianni per quanto riguarda la parte grafica di loghi e copertine, Nicola Molino ( Dj Sher ) , Alessio Spanu ( Fatality ) come beatmaker e Matteo Masia ( Increase the light ) come beatmaker produttore e videomaker con cui stiamo elaborando nuove produzioni.

Dall’anno scorso ho creato un progetto che si chiama “Mafia Digos” insieme a Marco Piras ( Siz The Jellifish ) un caro amico che mi segue già dai primi progetti curando la parte video e immagine inclusi la maggior parte dei video con CDF, quindi continueremo a spingerlo anche in futuro con l’uscita di nuovi singoli o eventuali dischi da solista accompagnati da i rispettivi video. 

Grazie Dealer Of Rhymes per l’intervista, saluta chi vuoi.

Grazie a voi, un saluto a Hiphopsardo, a Tutto il gruppo Camicie di Forza, a Siz the jellifish, il writer Crash-One, Elem, gli Stranos Elementos, Ergobeat, Forma, CMBRX, Mich, Blanco, Pauz e la sua cantina recordz.

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