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Young Zeep Intervista | King XIX

Ciao Young Zeep, ultimamente sei molto attivo visto che nell’ultimo periodo sei uscito con diversi singoli e lavori discografici tra cui anche il tuo nuovo disco “King XIX”. Sei Sardo, hai vissuto a Torino e sei tornato da poco a Cagliari. Puoi presentarti ai nostri lettori, raccontandoci anche di quando hai mosso i tuoi primi passi nel mondo dell’hip hop?

Il mio nome d’arte è Young Zeep (per gli amici Marco), ho 25 anni e sono “in attività” dal 2016. Ho iniziato circa 6 anni fa a fare musica, un po’ per gioco e non po’ perché non mi bastava essere un semplice ascoltatore, ma ho voluto aspettare prima di pubblicare il primo album, perché sapevo di non essere ancora pronto. Ad oggi ho pubblicato 3 progetti: Bangerang, White Nigga e King XIX. Al momento sto lavorando al prossimo.

Elencaci 5 album che hanno influenzato il tuo modo di fare Rap, di cui uno della scena sarda.

So che di solito si usa dire “Ho iniziato ascoltando Tupac e Kaos”, ma in realtà il primo disco Rap ad avermi colpito è stato “Dogocrazia”, dei Club Dogo.  Aveva un sound grezzo, ma avanti per quegli anni. Non so se mi abbia effettivamente influenzato, ma sicuramente è stato un imput per iniziare a fare questo genere. Gli altri dischi sono stati “Encore” di Eminem, “Uomini di mare” di Fibra e “Disco inverno” di Mecna. Il primo disco Hiphop sardo che mi viene in mente è “Amore e rabbia” di Uzi Junkana, perché ero in fissa con quel genere di pezzi.

King XIX” è il tuo ultimo lavoro. Cosa differenzia questo disco da quelli tuoi precedenti?

C’è più consapevolezza, oltre che una qualità audio superiore. Sono più a fuoco come personaggio, c’è un seguito maggiore da parte del pubblico ed è la prima volta in cui sono soddisfatto a pieno di tutto il prodotto. Tra l’altro è presente una collaborazione d’eccezione con dj Myke, che ha sicuramente dato un valore aggiunto al disco.

L’album prende il nome dalla quarta traccia “King XIX” (Rè 19 n.d.R.), un pezzo molto autocelebrativo da club. Come mai la scelta di questo titolo?

In realtà il titolo nasce come una provocazione. Mi capita spesso di definirmi come uno degli emergenti più validi in circolazione, più per stuzzicare i “colleghi” che per autoelogiarmi. Mi è sempre piaciuta la citazione di Marracash che dice “Ho detto King del rap, nessuno ha detto beh”. Il 19 è semplicemente il mio numero fortunato. È stato un gesto scaramantico e a quanto pare ha portato bene.

Il disco conta 8 tracce, personalmente quella che ho apprezzato di più è “Niente” il pezzo forse più introspettivo di tutto l’album. Qual è invece per te il pezzo a cui sei più legato e come è nato?

Tutti i pezzi del disco sono autobiografici e mi descrivono a pieno, in tutte le mie sfaccettature. Forse “Niente” e “Luci la notte” sono quelli che preferisco, sia a livello di sound che di scrittura. I brani sono nati in maniera molto naturale, su basi che mi erano state inviate da amici e artisti che stimo. Di solito non inizio a scrivere già con un argomento o un’idea ben precisa in mente. Sono molto legato anche a “Zidane freestyle”, perché mi ha permesso di portare un po’di Sardegna anche in Francia.

L’album contiene svariati featuring, su che base hai scelto le collaborazioni?

Ho collaborato con artisti che ritengo validi, sia italiani che stranieri. Sono state collaborazioni spontanee, nate dalla stima reciproca. Ho scelto chi inserire nel disco solo una volta finita la fase di registrazione, perché prima volevo essere sicuro dei pezzi da proporre.

Come sarebbe il tuo “Dream Team” se potessi scegliere tra artisti di fama internazionale con cui registrare un album intero? 

L’artista italiano che sceglierei sicuramente è Marracash, per la sua capacità di risultare credibile sia nei pezzi introspettivi che in quelli più arroganti. A Post Malone farei cantare tutti i ritornelli; sarebbe capace di trasformare in hit mondiale qualsiasi canzone. Ultimo ma non ultimo Bad Bunny. So che esistono artisti oggettivamente più forti dal punto di vista tecnico, ma lo reputo uno dei più riconoscibili e stilosi al momento.

Puoi anticiparci quali progetti hai per il futuro?

Al momento sto lavorando a un nuovo EP, che uscirà nella prima metà del 2019. Posso solo anticiparvi che sarà interamente prodotto da un super beatmaker e che conterrà un feat bello tosto.

Grazie a Young Zeep per la disponibilità. Hai a disposizione qualche riga per salutare chi vuoi.

Grazie a voi! Un abbraccio a chi mi segue fin dalle prime canzoni e chi ha iniziato a seguirmi con l’ultimo disco. Ci sentiamo prestissimo.

POTETE SCARICARE “KING XIX” QUI

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