INTERVISTE

Sensei Crew Intervista | Sensei 2

Sensei Crew è un collettivo Hip Hop di Sassari fondato nel 2014 da tre veterani dell’Hip Hop sardo: i due esperti mc Giocca e Vlade e dal beat maker Mr.Nobody. Della crew fanno parte anche l’illustratore Antonello Becciu e dj Frankie Krueger. In occasione dell’uscita del loro secondo album abbiamo deciso di intervistare l’intera crew:

1. Ciao ragazzi, come prima domanda vi vorrei chiedere come è nata la Sensei Crew e a cosa è legata la scelta di questo nome.

Giocca: Sensei Crew nasce molto naturalmente circa 5 anni fa, quando abbiamo iniziato a scrivere il progetto del primo disco. Io e Vlade avevamo già collaborato più volte, sia nei nostri rispettivi progetti solisti sia con i nostri gruppi storici, Woodoo Clan e Rigantanti.

Dopo alcune tracce assieme, che guarda caso erano sempre sui beat di Mr. Nobody, ci siamo resi conto che avevamo una ottima intesa. I beat di Nobody erano quelli che ispiravano entrambi di più. Così abbiamo deciso di fare un primo cd assieme, tutti e tre, coinvolgendo nel progetto anche Dj Skunk, che ha creato gli scratch del primo disco e ci ha accompagnato anche nei live, a volte sostituito dal nostro amico Dj Padrino.

Il nome Sensei Crew è stato scelto perchè dopo anni di esperienza ci sentiamo un po dei maestri in questa disciplina del rap, quindi arriviamo un po con questa attitudine dei Sensei, pronti a insegnare quello che sappiamo, ma anche a riprendere in malo modo chi non rispetta questa disciplina, chi snatura il rap e la cultura hip hop in generale.

2. Avete pubblicato recentemente il vostro secondo album “Sensei 2”. Quali differenze ci sono tra questo e il primo album, sia a livello di suoni che come contenuti?

Giocca: Sensei 2 è il nuovo capitolo del nostro progetto. Concettualmente i due dischi proseguono sulla stessa linea. Il primo è forse più musicale, mentre il nuovo è a tratti più ruvido. Entrambi hanno una base boom bap con campioni soul e funk, ma il secondo è forse ancora più minimale e hardcore, più breakbeat.

Vlade: Una differenza sostanziale tra i primi due dischi è relativa alla stesura dei pezzi: per quanto riguarda il primo disco ci incontravamo una o due volte a settimana, ascoltavamo i beat in loop, e decidevamo cosa scrivere. Per Sensei 2, a causa di esigenze diverse, questo è stato pressoché impossibile, quindi abbiamo lavorato in maniera più autonoma a parte per qualche pezzo. La lavorazione del disco è stata un po’ più lunga proprio a causa di questo motivo.

Nobody: A livello strettamente tecnico, ci sono varie tracce che inizialmente erano da “mixtape” e poi sono state rimpolpate dagli MC, e alcuni beat prodotti con il mio fidato SP-404SX che hanno quella patina di grezzo che ci piace tanto.

03. Sensei Crew conta 4 componenti (5 se consideriamo anche l’illustratore Antonello Becciu). Come avete creato/scritte le tracce considerando che mettere insieme 2 MC’s , 1 producer e 1 DJ non dev’essere semplice.

Vlade: I pezzi della Sensei Crew nascono principalmente dall’ascolto dei beat. Sia per il primo che per il secondo disco, abbiamo ascoltato una mole importante di produzioni di Nobody, fatto una scelta e da lì si è deciso di scrivere. Gli argomenti nascono dal nostro pensiero, da quello che il beat è in grado di trasmetterci anche se, è questo è importante da sottolineare, ci sono alcuni passaggi che ci sembravano obbligati come ad esempio le tematiche trattate in The World.

04. Volevo sottolineare la presenza di tantissimi scratch in questo lavoro, cosa sempre più insolita in questi tempi. DJ Frankie Krueger è l’ultimo arruolato che prende le redini di DJ Skunk in questo nuovo capitolo. E’ una cosa casuale o considerate gli scratch un elemento d’obbligo per le produzioni Sensei Crew?

Giocca: Vogliamo che ogni nostro disco rispetti l’origine della musica hip hop, per cui il dj deve avere un ruolo centrale. Dj Frankie Krueger ha attivamente creato le parti suonate coi giradischi in maniera più organica rispetto al lavoro precedente, apparendo quasi in ogni traccia. Dj Skunk aveva fatto un ottimo lavoro, ma aveva aggiunto gli scratch solo alla fine della stesura dei pezzi. A questo giro abbiamo lavorato tutti assieme per la riuscita del disco e credo che l’amalgama si senta ancor di più.

Vlade: volevamo che gli scratch fossero legati al testo come se fossero una strofa. Lo si percepisce anche dall’Intro e dall’Outro che risultano veri e propri pezzi dove compare solo Frankie sul beat di Nobody o da altri passaggi dell’album come ad esempio “La città e i cani”. Nella parte finale della strofa di Kabaddu infatti il beat si interrompe ed è Frankie a continuare il beat. Questo è un concetto che vorremmo portare avanti anche durante i concerti.

Frankie: Dopo aver collaborato in live con Giocca e Neia Dendê ho ricevuto la proposta di collaborare con Sensei crew e sono rimasto stupito in quanto conoscevo il progetto sin dalle origini, avevo il disco e potevo definirmi un loro fan! Conosco bene DJ Skunk, con cui abbiamo condiviso ore di scratch e ci confrontiamo spesso su idee musicali e sul djing. Per entrambi lo scratch è la migliore forma di espressione del dj e sono felice di aver ricevuto da lui il testimone. Il mio contributo è stato concepito in poche ore, ispirato delle strumentali ho registrato in modo spontaneo, così da poter rieseguire le mie parti in live.

 

05. “Sensei 2” ha un sapore molto old school con suoni ruvidi e minimali tipici degli anni ’90. I testi sono caratterizzati da temi di protesta e denuncia. Sono questi i messaggi che volete trasmettere differenziandovi da ciò che è l’hip hop oggi?

Giocca: credo che l’hip hop sia ancora oggi veicolo di messaggi di protesta e denuncia, il problema è che viene per la maggior parte mediatizzato e spinto solo quell’ hip hop che non ha questa funzione. Mi spiego: non è che sia cambiato l’hip hop, è cambiata la volontà dell’industria musicale di far passare questi messaggi alle masse. E’ un problema di tutti i generi musicali, una crisi culturale prima che musicale. L’industria musicale un tempo faceva soldi anche coi Rage Against e coi Public Enemy: oggi invece gli ordini dall’alto sono altri. Fate pure i soldi, ma i messaggi devono essere frivoli, superficiali, se non addirittura autodistruttivi. Chi decide è la politica culturale del nostro amato sistema occidentale, che sta attuando un controllo culturale per mantenere lo stato delle cose ed evitare qualsiasi ribellione, visto che è un sistema iniquo. La musica è stata veicolo di rivoluzioni culturali, ormai fa paura quanto i libri.

Nobody: a livello musicale, abbiamo cercato di essere crudi, ma per me l’ispirazione sono più gli anni 80 che i 90. La Città e i Cani è un omaggio alle cose più toste degli anni 80, a livello di beat.

06. Parlando sempre di temi continuando con la domanda precedente volevo entrare in dettaglio della traccia numero 6 “Ora Stop” in cui criticate come si è evoluto l’hip hop. Mi piacerebbe sapere se trovate qualcosa di positivo in questo momento storico in cui l’hip hop vive momenti di gloria a livello commerciale.

Giocca: Io trovo un sacco di roba valida anche nella trap odierna. Le sonorità sono molto belle, e sentire alcune tracce trap di kendrick lamar, childish gambino e persino Eminem dimostra che si può seguire la modernità facendo del buon real Hip Hop.

La cosa positiva di questo momento è che ormai il rap è diventato un linguaggio davvero universale, tutti sanno interpretarne i codici, gli slang, gli stili. È fenomeno di massa.

Dobbiamo stare un po più attenti però ai messaggi che passano, stiamo cadendo nell’edonismo sfrenato, nell’individualismo e nell’autodistruzione. Credo che hip hop sia una parola fondamentale oggi perchè in queste due paroline e nella sua storia troviamo tutti i valori collettivi, di riscatto, di giustizia e di equità che servono per passare alle nuove generazioni di artisti la giusta prospettiva delle cose.

Vlade: Il nostro è un discorso legato all’attitudine, alla cultura, alla conoscenza della musica e della cultura , non solo Hip Hop. Siamo contro la bassezza mediatica – culturale che c’è in Italia. Il disagio culturale è tangibile, tutto è mercificato, tutto è creato per essere popolare nel senso più basso del termine. Quindi “Ora Stop”, perché non puoi mischiare il mio modo di intendere l’Hip Hop con questa giostra di pupazzi, non puoi mischiare la cultura Hip Hop e la musica fatta con intelligenza e coscienza con il tentativo di essere per forza personaggi. “Ora Stop” a chi comincia a suonare per essere personaggio, per essere popolare. L’Hip Hop è ricchezza intellettuale, rispetto per gli altri e per se stessi. È voglia di emergere ma in un senso morale, il resto viene dopo.

Nobody: a me le nuove sonorità americane piacciono. A livello musicale trovo beat eccellenti e a livello di costruzione “pop” i pezzi di successo sono quasi sempre molto buoni. Però poi mi vengono beat vecchi…

Frankie: L’impatto culturale e sociale che ha avuto il rap in Italia negli ultimi anni ha diverse facce, ciò che preferisco è che ha assunto un carattere comunicativo talmente vasto da poter coinvolgere qualunque ascoltatore. Il lato B della medaglia emerge negli ascolti di testi immorali e messaggi frivoli, privi di contenuti interessanti che fanno apparire il rap come un gioco a chi ce l’ha più lungo… Ma solo a parole!

07. “Sensei 2” è anche la traccia del nuovo video. Come mai avete scelto proprio la title track dell’album e come è nata l’idea del video?

Vlade: Abbiamo deciso di legarci al primo disco, creare dei veri e propri “capitoli” quindi in questo senso se Sensei era il titolo del primo è stato naturale chiamare Sensei 2 il secondo.

Il video è nato un po’ per gioco. Avendo poco tempo a disposizione ci siamo concentrati su un pezzo di rapida esecuzione come “Sensei pt.2” che non avrebbe richiesto location, montaggio e mezzi particolarmente impegnativi. È stato organizzato tutto veramente in pochissime ore e in maniera molto spontanea, anche improvvisata… ed era un po’ quello che volevamo si percepisse, anche perché il “sucker” preso di mira nel video è un nostro amico. Inoltre è stato realizzato presso il circolo di Futta (Il Tirrindò di Sassari che ringraziamo), un posto familiare e informale, adatto al mood del pezzo.


08. State già lavorando a nuovi progetti (anche solisti) per il futuro? Se si quali?

Giocca: io Sto lavorando a un ep solista con un super producer e due dj, dei quali non farò i nomi, ora in fase finale di arrangiamento e di mixaggio; sto lavorando al secondo disco di GioccaDendé, progetto fusion sardobrasiliano; sto anche iniziando a scrivere nuove cose per un nuovo capitolo col mio gruppo Woodoo Clan.

Vlade: Stiamo sempre lavorando a nuovi progetti. Lo facciamo da 20 anni nonostante tutto e tutti, le mode e gli insulti e i fenomeni di un anno che poi spariscono nel nulla. Personalmente preferisco non anticipare niente, spero che sia la musica a parlare.

Nobody: ho mille beat e remix nel cassetto, che ogni tanto faccio uscire su https://mrnobody.bandcamp.com. Ultimamente sto andando sempre di più verso un approccio super minimale e lo-fi. Vediamo dove vado a finire.

Frankie : Mi piace collaborare con i producer e Mc, che conosco personalmente, dando il mio contiributo sulle tracce e in live. Faccio suonare i dischi sia come solista che in ensamble con strumentisti e senza cantanti! Infatti ultimamente sono in lavorazione ad un progetto strumentale con il trombettista jazz Alessio Ruz. Sono parte della crew “skratcher italy” con djs da tutta italia che saluto e, con i DJ più forti dell’isola, stiamo lavorando ad un progetto interamente made in sardinia di cui spero parleremo presto!

09. Grazie a Sensei Crew! Avete qualche riga libera per salutare chi volete:

Giocca. saluto la mia meravigliosa famiglia: la mia compagna, mia figlia, mia madre e mio padre e tutti i parenti piu cari. Tutta la crew RGWC fratelli per la vita e gli amici piu mastelli, lo sanno chi sono. Un abbraccio a tutti gli artisti della scena musicale che mi han dato tanto rispetto e valore in questi anni. Un abbraccio caloroso a tutti i fan e supporters di Sensei crew! A breve nuovi video estratti dal disco! State sintonizzati.

Vlade: Saluto la crew RGWC, Sensei Crew, Futta e chi fa Hip Hop con il cuore.

Frankie: Voglio dedicare un saluto e ringraziare chi mi è vicino, le crew, a Gilda, la mia family, tutti i dj e fratelli con la quale condivido i tagli sui dischi, i miei cani Big e Neffa, gli amici di sempre e quelli che la musica mi ha fatto conoscere! Grazie anche a chi supporta le serate e contribuisce alla crescita della cultura in modo genuino, a presto!

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