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Il Doge Intervista | Skills Required Mixtape

Il Doge, MC classe 1989 membro della crew “Rocks and Giants” ha pubblicato recentemente il suo ultimo lavoro “Skills Required”. Il mixtape nasce dopo una lunga attività di live, in cui il Doge sentiva la necessità di tenere allenata la scrittura restando fedele al suo DNA artistico pur sperimentando vari stili di rhyming.
Abbiamo voluto scoprire qualche retroscena e sapere qual’è il valore aggiunto che un Mc oggigiorno deve avere per spiccare in questa scena sempre più digitale. Ecco a voi l’intervista a Il Doge:

Ciao Alberto aka Il Doge. In questi giorni hai pubblicato il tuo ultimo lavoro “Skills Required”: Mixtape zeppo di pezzi da battaglia, punchline e suoni crudi.
Parlaci di come è nato il progetto.

Salve a tutti! A differenza di tutti i miei album precedenti, questo è il mio unico lavoro in cui non ho avuto nessuna base di partenza. Pubblicato “BlaqDIEries” mi sono dedicato per un lungo periodo all’attività live ed alla partecipazione come ospite in dischi di altri rapper; ho ripreso la penna in mano abbastanza tardi, a distanza di circa un anno. Il mio intento principale era esclusivamente quello di tenere allenata la scrittura. Ho quindi iniziato per gioco a misurarmi con vari stili di rhyming, emulando in alcuni casi, sempre per gioco, alcuni tra quelli che considero mostri sacri del rap made in USA. Da lì in poi è nata l’idea di “Skills Required”!

Il tuo precedente lavoro “BlaqDIEries” era uscito ben 5 anni fa. Come si è evoluto Il Doge a livello artistico nel corso di questi anni?

Fra “Skills Required” e “BlaqDIEries” per me c’è un abisso di differenza a livello di approccio personale al rap. Mentre per BlaqDIEries, che io considero un concept album, la fase di scrittura è stata più macchinosa a livello di concetti espressi, per “Skills Required” ho optato per una scrittura più libera, quasi “buona la prima”. La maggior parte delle strofe che ho rappato in Skills Required sono dei freestyle su carta, nonostante sia riuscito a toccare svariati argomenti, ho scelto questa modalità di scrittura un po’ più “sbottonata” e credo di poter affermare con certezza che questa è la strada che voglio percorrere anche per il futuro.

Artisticamente sei attivo da più di 15 anni. Come ti sei avvicinato a questa cultura e cosa ti ha spinto a prendere in mano il microfono e iniziare a scrivere?

Avevo circa dodici anni quando ho sentito il disco che mi ha fatto innamorare di questa musica: ”Yo! Bum rush the show” dei Public Enemy. Non sapevo cosa cazzo fosse, tanto meno che quello che stavo sentendo si chiamasse rap, ma in quel preciso istante ho deciso che volevo fare quello per il resto della mia vita. Con il tempo mi sono informato e ho conosciuto anche il rap italiano, da lì è partito tutto.

Elencaci 5 album per te fondamentali. 5 album che hanno forgiato il tuo stile di cui uno della scena sarda.

Azz… 5? Facciamo 50? Ahahah! Dunque:

– Non Phixion – “The Future is now”
– Raekwon – “Only built 4 Cuban Linx”
– Gang Starr – “Moment of truth”
– Heltah Skeltah – ”Magnum Force”

Per quanto riguarda la scena sarda… Scelgo “Più o meno per i soliti” degli Entroterra. Posso dire che è sicuramente l’album Sardo che ho ascoltato di più in assoluto! Giuro che nessuno dei tre mi ha pagato per questa affermazione!!

Torniamo a “Skills Required”: Eravamo abituati a sentirti in combo con Isma Killah che aveva prodotto i pezzi dei tuoi ultimi 2 album. Skills Required contiene esclusivamente strumentali americane che però riprendono le atmosfere dei tuoi lavori precedenti. Come sono state scelte le strumentali e tornerai a collaborare con Isma malgrado lui ora vive in Canada?

Come da tradizione dei Mixtapes, tutti i beats sono editi. Ho fatto ricadere la scelta, giustamente, su alcuni che considero i pilastri del beatmaking selezionando le loro produzioni a mio avviso migliori, aggiungendo alla lista due strumentali di un producer abbastanza underrated che considero quasi all’altezza dei primi, con cui poi ho anche avuto il piacere di fare conoscenza e di parlare di collaborazioni future (costui fa parte della cricca di 9th Wonder, quindi non proprio uno qualsiasi!) Ovviamente avendo sempre ascoltato, studiato e riproposto boom bap, la scelta delle strumentali è ricaduta per forza di cose su questo genere. Per quanto riguarda Isma, siamo ovviamente ancora in contatto ed ovviamente lavoreremo ancora insieme in futuro!

Skills Required contiene featuring con artisti della tua crew “Rocks & Giants” (Ceto Supreme e Real DaBomb) e altri completamente inediti. Personalmente mi sono esaltato per il feat. con Big T aka Tao, membro delle Mentispesse, gruppo storico di Cagliari. Come sono state scelte le collaborazioni?

Penso che quando si parla dei primi due, possa con entrambi tranquillamente utilizzare il termine “fratello” senza abusarne, va da se quindi che le collaborazioni con loro due siano nate abbastanza spontaneamente; abbiamo nei rispettivi hard disk decine di brani in combo che non abbiamo mai pubblicato.

Per quanto riguarda Tao invece, è un rapper che stimo dagli albori così come gli altri membri dei Mentispesse, stima che con il tempo è stata poi ricambiata da parte sua nei miei confronti. Dunque anche qui la collaborazione è nata abbastanza spontaneamente, tanto che sono in progetto altre collaborazioni fra di noi in futuro!

Quali sono i pezzi di cui vai più fiero del intero Mixtape e perchè?

Partendo dal presupposto che vado fiero dell’intero mixtape, sono due le tracce che vorrei citare. La prima è “Ora di cena” che è la versione italiana del brano “Dinner Time” di Royce da 5’9’’ feat. Busta Rhymes (tengo a precisare che le strofe non sono una traduzione del brano originale ma sono di mia inventiva). Il secondo brano che voglio citare è “Red Carpet” perché è il brano con il quale, per la prima volta nella mia carriera, mi sono cimentato nell’extra beat.

Oggigiorno viviamo in una realtà in cui views e followers fanno l’artista, ma ben pochi riescono a tenere il palco dal vivo facendo emergere le differenze tra il mondo virtuale e quello reale. Quanto è importante secondo te, saper proporre un buon live e come ci si prepara?

Se qualcuno fra quelli che leggono ha avuto la fortuna di vedere un nostro live, sa cosa proponiamo. Per me tenere il palco e saper fare un buon show ti dà libero accesso alla “credibility” che tutti i rappers sognano tanto di avere. Personalmente posso dire di aver curato tantissimo questo aspetto, arrivando a saper riproporre sul palco esattamente ciò che faccio in cabina di registrazione, con in più quell’intrattenimento che serve affinché lo show venga ricordato dalle persone che assistono, vedere per credere!

Rocks & Giants è una sorta di dreamteam dell’underground sardo. In futuro ci possiamo aspettare l’uscita di un album? Quali altri progetti hai in cantiere?

Ti ringrazio per averci dato del Dream Team! Rocks & Giants è sì un collettivo sardo, ma i cui membri sono sparsi in diverse parti del mondo (Canada, Bahamas e Italia), far coincidere impegni e fusi orari è veramente complicato, ma un album come collettivo è in progetto e prima o poi ci ritroveremo a “tirare” con la Boot Camp Click… Ahahahahah!!! Stronzate a parte, per quanto riguarda i miei progetti futuri, sto attualmente lavorando ad un EP con Ceto Supreme!

Grazie al Doge per l’intervista! Hai qualche riga libera per salutare chi vuoi!

Voglio ringraziare voi di Hip Hop Sardo per il prezioso lavoro che fate per noi artisti, tutte le persone che continuano a spingere i rappers locali comprando brani ed album, condividendo sui social e soprattutto supportandoci ai live! Ed infine, vorrei dire a chi ancora non l’ha fatto di scaricare Skills required mixtape perché è stracarico di barre totalmente GRATIS!

Potete scaricare “Skills Required Mixtape” qui

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