INTERVISTE

Ibo Montecarlo Intervista | A Letter To Myself

“A Letter To Myself” :Un viaggio musicale attraverso 12 tracce scritte e prodotte dallo storico rapper cagliaritano.
Il disco nasce tra il 2017 e il 2018 dopo una lunga pausa con l’idea di dar vita un progetto che avesse come comune denominatore un suono rap omogeneo, ben definito, scarno e ridotto all’osso nella sua rappresentazione più naturale; ben lontano da autotune, suoni sintetici e rtimiche raggaeton.

Andiamo a scoprirlo in questa intervista esclusiva ad Ibo Montecarlo:

Ciao Ibo, “A Letter To Myself” nasce dopo una lunga pausa di 5 anni.
A cosa era dovuta questo tuo break e cosa ti ha spinto a tornare con un album così personale e introspettivo?

Guarda ti dico che ho altri 2 dischi già pronti più tantissimi pezzi scritti e registrati e una marea di Beats che semplicemente non facevo uscire perché mi ero un po’ stancato della piega che aveva preso la cosiddetta “scena rap”….tutto questo apparire tutta questa ostentazione di “presunte” ricchezze economiche, per la maggior parte fasulle tra l’altro, e  tutta questa ricerca di fama e successo a tutti i costi  dal mio punto di vista hanno portato solo ad un generale appiattimento dei contenuti ma soprattutto ad una falsità di fondo che sinceramente non mi appartiene. Tutti questi elementi uniti al nuovo sound trap, che personalmente catalogherei proprio come un genere musicale apparte, hanno fatto spuntare ed arrivare in vetta personaggi improbabili che quando ero ragazzino io avrebbero preso solo schiaffi e raccolto fischi dal pubblico…non mi ci ritrovavo più…non sentivo nessun rapper, italiano intendo, che mi desse l’ispirazione è che mi facesse venire la voglia di confrontarmici…anche i canali di divulgazione si sono appiattiti e piegati alla logica del business fine a se stesso perciò non mi andava più di confrontarmi con certi elementi…però ti posso assicurare che dal punto di vista artistico e produttivo non ho mai avuto nessuna pausa credimi..
Diciamo che i miei dischi da solista sono sempre stati abbastanza introspettivi, io sono così, mi esprimo così e scrivo da sempre di cose mie che vivo e che cerco di condividere con chi mi ascolta con la speranza di poter toccare le corde giuste per poterli emozionare. Adoro quando la gente si ritrova in quello che dico e con questo non intendo quando dico che ho le Nike piuttosto che le Balenciaga…Le punchlines le adoro le ho sempre fatte e continuerò a farle però, forse anche per la mia età,  in questo lavoro ho sentito l’esigenza di dare al pubblico qualcosa che andasse oltre tutte le cazzate che si sentono  oggi in giro…tutto qui. Mi fa molta tristezza oggi vedere pilastri della musica rap Italiana che hanno lottato per arrivare dove sono, e che hanno contribuito in larga scala a portare questo sound fino alle masse, confrontarsi con pischellini stupidi ed irrispettosi di tutto quello che c’è stato prima di loro solo per mantenere un certo status..e sopratutto non sentirli mai dire frasi tipo: – ok ora il sound che mi piace ė questo, ma non pensiate che il rap sia tutto così, c’è anche ben altro se scavate a fondo – Purtroppo nessuno dei big dice queste cose…anzi talvolta dalle loro parole, sembra quasi che, chi non si sia piegato alle regole del mercato sia da reputarsi uno sfigato, io sinceramente, in un periodo dove tutti usano il rap come trampolino di lancio e  recitano la parte di chi non si venderebbe mai, ma basta che  sentano poco poco odore di soldi, radio e tv e se ne escono con le canzoni trap e raggaeton preferisco continuare a farlo per passione e soprattutto secondo le mie regole senza i paletti dettati dalle mode che ho sempre cercato di snobbare quando si tratta di espressione artistica.

Le prime due tracce “I Heard You Were Dead” e “I Didn’t Know” più che un messaggio a terzi, che siano altri MC’s o la tua fanbase, io le interpreto come un botta e risposta a te stesso dovuto alla lunga assenza dal rap. Questa è la lettura che gli ho dato dopo aver ascoltato con attenzione l’intero album tenendo conto del messaggio che dai nella traccia “il mio rap”: Un Ibo che se ne sta per i fatti suoi e che non deve, e non vuole giustificare questa sua assenza al resto della scena. Ma qui ci torniamo dopo…Qual’è la chiave di lettura giusta?

Guarda sinceramente le prime due tracce per me invece rappresentano proprio l’opposto, o meglio al loro interno convivono due pensieri distinti tra loro ma che allo stesso allo stesso tempo viaggiano
paralleli…ovvero uno è il voler rimarcare il fatto che non importa per me quanti dischi fai uscire all’anno o quanto ti mantieni attivo agli occhi degli altri, io comunque resto Ibo, con 15 dischi alle spalle di cui 6 solista, 4 col mio gruppo (Mentispesse e Zona Umida Fantasma) e 5 in combo con altri rapper, perciò  anche se non faccio un disco da 5 anni e non campo solo di rap, tutti devono riconoscere che sono il rapper sardo più prolifico è più longevo che ci sia mai stato, è un dato di fatto!
Troppa gente ha sguazzato durante la mia assenza, pensando, e qualcuno anche sperando, fossi morto artisticamente, ma non è così. Se per la gente che ha poca memoria essere morti significa non uscire con un disco ok… allora lo sono, ma da cadavere ti caccio fuori un altro disco come la maggior parte della gente non riuscirà mai a fare….è un po’ come il ritorno dei morti viventi…sono morti eppure camminano, cagano il cazzo e soprattutto fanno paura! La seconda invece parla di come vivo ed ho sempre vissuto il rap…schietto faccia a faccia. Io sono davvero quello che dico nei dischi e chi mi conosce di persona lo può confermare, non me la sono mai tirata nemmeno quando avrei potuto farlo, ho sempre aiutato, ascoltato e parlato con tutti indipendentemente dalla posizione e dallo status  all’interno della scena rap.
Poi certamente come dici tu, c’è anche un Ibo che parla a se stesso ma solo per dire – ma cosa stai facendo? Con tutti questi cazzoni e merdate che ci sono in giro tu non ti fai più sentire? Eh no, è ora di rimettere un po’ di gente al proprio posto caro mio,  perciò ora prendi il microfono e fagli sentire cosa hai da dire.
La mia generazione, è quella che realmente si è sbattuta affinché il rap avesse una sua dignità musicale all’interno del panorama musicale italiano, ed ora cosa fa? Lascia il posto a quattro scemi che la deturpano senza dire nulla? Non posso sopportarlo in silenzio.

Concetto che viene ripreso appunto nella traccia numero 3 “Da Sempre e Per Sempre”: un pezzo che mira a sottolineare la tua coerenza verso il rap in forma di messaggio d’amore nostalgico.
Pensi che dopo tutti questi anni era d’obbligo fare un pezzo così?

Io quando scrivo un pezzo non penso mai perché lo sto facendo…mi viene e basta…ho sempre fatto pezzi di questo genere in stile “la strada che ho scelto” e tra l’altro credo che siano quelli che mi riescano meglio perché ci metto dentro un sacco di concetti miei e solo miei, in cui poi come per magia, ci si ritrovano un sacco di persone che per questo mi ringraziano. A volte i miei pezzi sembrano rivolti al rap ma è diverso, in realtà io scrivo per lo più di me e facendolo mi viene sempre naturale ringraziare  la musica rap perché è lei che mi ha dato e tuttora mi da la possibilità di esprimermi in maniera così schietta e profonda…cosa che non mi viene così bene nella vita di tutti i giorni, in quanto sono un tipo molto riservato ed introverso pur sembrando l’esatto opposto.

“Yamazaki” è la traccia numero 4 dell’album. Qui riscopriamo un Ibo “RAW” che fa uso di punchline e rime da battaglia. Da dove nasce la scelta del titolo che è anche il nome di un pregiato whisky giapponese?

Proprio dal nome del whisky…lo conservi invecchia…lo desideri…aspetti..ma poi quando lo bevi capisci che il tempo che è passato lo ha solo migliorato ed ora te lo puoi godere appieno.

La titletrack “A Letter To Myself” è un pezzo molto personale e riflessivo contenente flashback, ricordi e rimpianti che mi ha ricordato molto “La Strada Che Ho Scelto”.
Molti ascoltatori si chiedevano se questo fosse il tuo ultimo lavoro…cosa già smentita nella prima domanda…

Ultimo lavoro?.. no mi dispiace ma come ti ho detto ho ancora tanti progetti in cantiere!! Anzi piuttosto lo considero una rinascita,  (ma solo perché come ti ho detto prima, la gente ti considera morto quando non fai uscire dischi)
E non, una rinascita  come le fenici che muoiono e rinascono all’infinito ma piuttosto come uno zombie  che nonostante sia morto, ora è più difficile da eliminare perché non ha più nulla da perdere ne da dimostrare e va avanti dritto per la sua strada sino a quando qualcuno non prova a fermarlo.

Come ci introduce la traccia “Il Mio Rap” (Mio inteso come “personale” e Rap non tanto come musica ma “lifestyle”) tu e la tua crew Mentispesse siete stati spesso per i fatti vostri nella scena sarda (intendevo riservati e selettivi ndR.). E qui apriamo una parentesi delicata: per alcuni non è mai esistita una vera e propria scena intesa come unità in Sardegna. Riferito a questo discorso, c’è qualcosa che rimpiangi, che avresti voluto fare (collaborazioni, progetti) oppure rimani coerente e sei fiero delle tua scelte passate?

Sinceramente non capisco bene a cosa ti riferisci…e comunque collaborare per me, e credo di poter parlare anche a nome di Tao e J.o non è mai stata una scelta ma una spontanea conseguenza derivata da un rapporto prima umano che musicale..perciò la coerenza non credo possa essere tirata in ballo…in ogni caso abbiamo sempre collaborato più con artisti sardi che non…Parabellum, Entroterra, Quilo, Micio P, Balentia, Kiquè più probabilmente anche qualcuno di cui mi dimentico…siamo in ottimi rapporti con Ruido anche se non è mai capitato di collaborare insieme ma c’è sempre stata l’idea e probabilmente prima o poi lo faremo, inoltre non sto a citare tanti artisti più underground che comunque hanno dato anche loro la loro parte specie in tempi in cui c’era veramente poco in giro in sardegna a livello di rap fatto come si deve..più tanti altri che ora sono spariti per vari motivi…
Io collaboro quando c’è reale stima dal punto di vista artistico ma soprattutto dal punto di vista umano…conosco di persona tutti quelli con cui ho collaborato sardi e non e tutti  mi hanno lasciato qualcosa dentro e credimi che se non mi fossero andati a genio come persone non ci avrei mai collaborato…avrei potuto farlo ma non ho mai progettato Feat solo per farmi pubblicità, tanti ci hanno costruito una carriera così facendo e infatti poi per la maggior parte di questi la carriera è finita quando sono stati lasciati soli con se stessi… se splendi  di luce riflessa da altri prima o poi finisci al buio, è evidente…
Rimpianti su collaborazioni con artisti sardi che avrei voluto fare no sinceramente, piuttosto rimpianti di aver perso tempo, denaro ed energie dietro personaggi che dopo aver preso quello che c’era da prendere si sono mostrati per quello che sono realmente…sfruttatori schifosi della peggior specie.
Ora come ora mi piacerebbe fare un Ep prodotto da Kennedy (ma ne abbiamo già parlato e probabilmente  lo farò ?)…poi come già detto un Feat con Ruido, che reputo un vero Big per tutto quello che ha dato alla scena sarda e non solo, con gli Sr Raza.
PS: ora però sono curioso…con chi avremmo dovuto collaborare e non l’abbiamo fatto.? (commentate qui sotto ndR)

Quali sono i 3 MC più forti con cui hai collaborato.

Apparte i miei soci Tao & Jo che reputo su un altro piano, per gusto personale  ti rispondo: Bassi, e credo non ci sia altro da aggiungere, Jack the Smoker  per la tecnica  e le punch sempre molto ispirate e originali e e poi Lil Pin per il suo stile unico ed inimitabile

Sperando che con “A Letter To Myself” Emanuele abbia risvegliato definitivamente Ibo dal coma, concretamente quindi quali nuovi progetti usciranno prossimamente?
Molti aspettano l’uscita del album assieme a Tao “Capibranco”…

Si il disco con Tao uscirà come uscirà anche un disco con Lil Pin,  entrambi sono in fase di mixaggio, poi sempre se non ci parcheggiamo il “desiderato” EP con Kennedy ed infine ho già selezionato un po’ di beat per qualcosa di mio da solista…
State sintonizzati e comprate i dischi, altrimenti poi non chiedetevi perché gli artisti non ne fanno più uscire…i regali lasciamoli a Babbo Natale….anche perché fare dischi ha un costo e la gente lo dovrebbe capire ed imparare che invece che “SENTIRSI”  100 pezzi al giorno gratis sarebbe meglio e più produttivo “ASCOLTARNE” 20 a pagamento….secondo me lo spendere soldi per avere una cosa implica un coinvolgimento emozionale maggiore e ti fa sentire una cosa più tua in tutti i sensi!!

Grazie ad Ibo per la disponibilità.
Ricordiamo che potete ascoltare “A Letter To Myself” su tutte le piattaforme digitali e acquistarlo in copia fisica limited edition qui.

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Questo argomento contiene 2 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  admin 2 settimane, 4 giorni fa.

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  • Autore
    Articoli
  • #9523

    Shardana
    Partecipante

    per quanto apprezzi Ibo, mi spiace dirlo ma autodefinirsi “rapper sardo più prolifico è più longevo che ci sia mai stato” è una gran cazzata.
    E poi non lamentiamoci dei soliti beef e dissing tra le due parti perché Caddish ha alle spalle il doppio dei suoi album (e qui avrebbe tutto il diritto di replica).
    Il problema della “scena” in sardegna, ma più precisamente della scena cagliaritana è l’arroganza e qui non mi riferisco ora direttamente ad Ibo , la sua affermazione potrebbe essere stata una svista, ma sono proprio queste le frecciatine ingenue o indirette che siano, ad innescare certi meccanismi.

    • Questa risposta è stata modificata 2 settimane, 4 giorni fa da  Shardana.
    #9525

    admin
    Amministratore del forum

    Sono assolutamente convinto che qui si tratti di una svista.
    Ibo è una delle persone più umili della scena e non penso che questa sua affermazione era mirata a provocare o lanciare frecciatine ad altri in particolare Caddish.
    E’ innegabile che è uno dei più prolifici e longevi in sardegna (sicuramente tra i top 3) e la sua discografia parla chiaro.

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