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Maku Go Intervista | Un Salto Nel Passato

Ce l’avete chiesti in molti, ed eccovi quella che è la prima parte di una lunghissima chiacchierata con Maku Go, uno dei personaggi più influenti della scena cagliaritana in assoluto. La prima parte di questa intervista l’abbiamo volutamente intitolare “un salto nel passato” perchè ci focalizzeremo prevalentemente sul progetto di “Saloon”, ma verranno trattati anche temi più attuali. Buona lettura:

Ciao Maku, come prima domanda per rompere il ghiaccio vorrei chiederti una cosa che penso in tanti vorrebbero sapere. Che fine ha fatto Maku Go?

Proprio in questi giorni (per giocare) la mia ragazza mi faceva notare che essere Maku Go potrebbe diventare un atteggiamento.. chissà forse lo diventerà! essere un po’ “malandro” come direbbero i miei amici Brasiliani.. Occhio.. non è un mood da “Fonzie” .. Anzi è proprio l’anti-Fonzie.

Forse “Makoo”, vi è sembrato un’ altro. Ma è normale cambiare un po’ negli anni. Quando cresci ti costruisci un animo piu complesso.

Molti dei tuoi colleghi della scena cagliaritana dei tempi di “Saloon” hanno continuato a sfornare dischi: vedi Caddish, Ibo e Quilo (seppur con diversi altri progetti) giusto per fare qualche esempio. Come mai dopo un disco come “Saloon” , a parte dell’EP “Stelle nel Cemento” che comunque è uscito a distanza di 15 anni e qualche feat (ricordiamo il singolo ARI con Giocca), non hai continuato in modo regolare a fare rap? Cosa è cambiato? Mancanza di ispirazione oppure semplicemente non ti riconoscevi più nella scena Rap italiana?

Forse non mi sono mai riconosciuto nella scena italiana, e non ne parliamo ora.. Aspetta, nel senso.. non amo forzare le cose e l’hiphop non ha mai ammesso troppa finzione.. A Cagliari parlavamo con il nostro slang .. parlavamo delle nostre situazioni..

Tra l’altro.. Non amo i pezzi fine a se stessi.. “io sono.. io faccio.. tu sei uno sfigato.. tu non fai..” – non amo questo atteggiamento altezzoso e strafottente.. Ok essere auto-celebrativo ma bisogna raccontare qualcosa di più interessante.

Sostenere un personaggio non mi è interessato mai molto.. Sono una persona umile e sinceramente trovo più interessante imparare qualcosa di nuovo.

Un altra risposta alla tua domanda.. Parliamo della responsabilità che hanno i fans (se sono fans reali) nel supportare in maniera totalmente positiva gli artisti che seguono. In altri generi musicali questo avviene.

Nel nostro mondo ho visto abbandonare la musica come si abbandona una nave che affonda. Alla fine pensi: perché io dovrei faticare tanto quando poi la gente vuole comodamente tutto e subito?

Inizio a pensare che non sia solo colpa della vecchia generazione e oggi farei musica solo se i supporter e gli addetti ai lavori decidessero di meritarsi certe cose.

Tra l’altro penso che non sempre la quantità di quello che produci o la velocità nel farlo sia proporzionale alla qualità.

Saloon è stato un album che ha fatto la storia del rap italiano. E’ innegabile, ma ciò che colpisce ancora di più è che quando si ascolta Saloon ti sembra di vivere Cagliari, siete riusciti perfettamente a incapsularla nel disco grazie sopratutto alle vostre capacità musicali e liriche. Per chi come me vive lontano dall’isola, ascoltare Saloon è un modo per teletrasportarmi li in modo nostalgico.
Ti capita di riascoltarlo ancora? E cosa riesci ancora ad apprezzare di quel disco e cosa invece, a distanza di più di 20 anni avresti cambiato?

Ti ringrazio molto, anche a nome di chi non si è reso conto di questo riconoscimento. Pero’ faccio una domanda io a te ora, dato che ti occupi di questo e dato che ci sono altri tuoi colleghi che fanno la stessa cosa.

Com’è che questo “Classico” Cagliaritano, sempre tanto reclamato, riconosciuto per le via dell’underground, mai è stato riconosciuto ufficialmente? Come mai nessuno qui investe nulla per informare in maniera potente e moderna? Hai mai visto cosa succede solo a Milano o in America?

E come mai nessuno mai mi chiede o mi parla di “Stelle Nel Cemento”?
Sarà polemica la mia ma é anche la verità. Non trovo giusto che chi fa arte si debba trovare a rincorrere costantemente un pubblico che ti vuole nel modo che ha deciso.

Scusa mi sono perso..

Si, l’ho riascolto abbastanza spesso.. L’ho sempre riascoltato come se non fosse il mio disco e gli ho dato quell’importanza che di solito do ai dischi americani.

Non cambierei molto. Alla fine è spontaneo così, giustamente immaturo.. ma suona ancora da paura. Forse cambierei qualche dettaglio del mix.

Qual è il pezzo di Saloon di cui sei più orgoglioso e perché?

Sono due. “Se mi dai un attimo” e “Pettegolezzi”.

Il primo perché sognavo proprio che il mio disco iniziasse con quella botta. Al tempo con Andrea MP ci capivano alla perfezione e lui è stato legend con un beat del genere a capire perfettamente l’intenzione.

Anche “pettegolezzi” è stato un altro sogno realizzato. Anche in questo caso MP ha buona parte del merito. In più siamo riusciti a registrarlo a Varese, nello studio di Vez (OTR).

La situazione è stata da sogno americano, anche se poi eravamo a Varese. Il primo pomeriggio lo passammo nel piano di sopra lo studio, nella zona ufficio/relax ad ascoltare dischi e a buttare un po di rime.. MP e Fendi (Brunello tm) allo scratch e una bella libreria di dischi (dato che il buon Vez era provvisto di tutto).

Più tardi giù in studio, addirittura con le luci soffuse.

Mentre Jasmine provava , Fede dei Lirycalz scriveva con lei la parte. Vista l’atmosfera poteva sembrare di essere in uno studio in California. Siamo partiti con i takes e alla fine Jasmine era talmente su di giri che ancora oggi quando ci sentiamo lo ricordiamo con piacere.

Forse non lo sapete o forse non sembra ma solo pochi brani di Saloon hanno avuto la fortuna di passare in studi professionali offerti dalla label. Quasi tutto è stato fatto in un home studio del tempo, in una soffitta a S.Michele. True Story.

Come è nato il featuring e l’idea del pezzo con i Viracocha?

Ah beh.. Parli di 3 ragazzi che per quanto riguarda idee, forma mentis e immaginazione facevano sicuramente scuola a quei tempi. Un po’ gli Outkast Sardi.

La corsa all’oro era perfettamente in tema con Saloon. Proprio come se fosse un capitolo dello stesso libro. Mi piace immaginare che la forza di Saloon fosse quella che di solito hanno i film. Lo segui tutto perché come un film al cinema può’ avere vari capitoli ma rimane dentro lo stesso tema e percorre una strada. Non ti importa nemmeno se ogni cosa che si racconta è un fatto reale.

I Viracocha erano parte della nostra cricca di amici che si ritrovava in “Pista” (Via Rockfeller) Addirittura con uno di loro dividevo il banco di scuola al liceo.

Come forse avevo già raccontato, la Sardo Triba era una cricca grande di cui ha fatto parte anche Micho P, per esempio. I Viracocha ne erano parte assestante, per cui non c’è stato nemmeno bisogno di avere l’idea di un featuring.. facevamo già musica e skate insieme. Purtroppo rimpiango la voce di Ganga in Eldorado.

Quali altri feat. invece avresti volto inserire in Saloon?

Forse non avrei inserito altri featuring ma se penso ad artisti Sardi con cui avrei voluto far musica in quel periodo.. beh cazzo.. Il Quilo dell’epoca con Su Rais… quella formazione Sa Razza. Micho P e anche Giocca.

Della penisola al tempo mi sarebbe piaciuto lavorare con Esa , Gruff, Irene La medica e Don Joe.

Avrei voluto lavorare in una produzione di Fish in quanto nel nostro disco non era apparso nonostante in atto ci fosse la collaborazione con i Sottotono e spesso eravamo insieme in studio. Avrei voluto giocare quella carta perchè a volte indossare vesti diverse ti porta ad uscire fuori dagli schemi e in più quel brano avrebbe potuto fare una strada parallela, meno legata a Cagliari, e che avrebbe viaggiato meglio nella penisola proprio grazie a lui.

Parliamo ora della scena locale. Hai fatto parte della Latomare, crew di cui facevano parte diverse realtà come Brunello Team, DaGaggiales ecc… Negli anni 90 hai anche promosso la scena underground locale con uno spazio radiofonico su Radio X. Vorrei chiederti se in questi anni hai seguito l’evoluzione della scena sarda e se c’è qualche artista particolare che apprezzi.

Latomare è stata un idea mia e di Zisto e facevano parte Da Gaggiales, Jafar, La Manonera, Brunello. Ovviamente le produzioni erano di Piraz, Giaboo e Fendi.

A Radio X facevamo “X-Coast”, trasmissione a cui io stesso ho dato il nome.

Non ho una conoscenza approfondita della scena Sarda; ne di quella Italiana a dire il vero. Anche se ho avuto modo di conoscere e lavorare con un po di ragazzi delle generazioni successive.

Non mi sono mai ispirato a mc’s Italiani, se non nel mio primissimo periodo a Gruff e SaRazza. Ho sempre ascoltato molto il made in usa.

Diciamo che mi arriva quello che mi arriva naturalmente e nello stesso modo mi colpisce.

Se una volta la scena viveva prevalentemente in strada e nelle Jam, oggigiorno il rap si vive prevalentemente su internet alternandosi tra Youtube, Spotify e Instagram. Mezzi che senza dubbio abbattono tutte le barriere facendo arrivare la propria musica a tutto il mondo connesso. Rimpiangi un po il fatto che ai tuoi tempi non avevi a disposizione queste possibilità o sei orgoglioso del fatto che anche senza sei comunque riuscito a farti sentire e conoscere in tutta Italia?

Mah a mio parere l’epoca moderna non semplifica le cose come viene a tutti da pensare. Personalmente ho avuto Stelle nel Cemento e i vari singoli su ogni canale digitale. Da YouTube a Apple Music. E oggi c’è anche Saloon grazie a Piraz e Fish (almeno credo). Ma questo non significa che io guadagni da questo o che il mio nome giri a certi livelli.

Ovviamente oggi tutti provano a farsi la musica e il marketing per promuoverla direttamente dalla cameretta, ma mi sembra ancora piu facile di prima finire come un ago in un pagliaio. Non è assolutamente facile entrare in certi circuiti.

Io non sono un esperto ma forse quei processi che eri obbligato a fare in passato non sono poi cambiati così radicalmente.

Comunque certo sono abbastanza orgoglioso perché non è stato facile per me. Ti porti dietro tante belle esperienze quanto tanti brutti momenti, e magari le persone che hai intorno non ti ringraziano nemmeno.

Cosa pensi dei sottogeneri dei rap e in particolare della Trap? Sei più tradizionalista o sei aperto alle sperimentazioni? Ti ci vedresti in un pezzo che unisce i generi un po’ più moderni con quelli più old school?

La trap può’ essere vista come una tendenza, come è stato per il ritorno al funk alla fine dei 90. Da anni è in voga il suono “Dirty South” in tutto il mondo. Ma a me sembra si tratti di un oceano di musica commerciale/pop completamente sganciato della cultura hiphop.

Tutti si lamentano di questo, perché sembra irrefrenabile ma a me sembra anche che la storia si ripeta.. Nel senso che quando ho iniziato io la cultura hiphop salvava una nicchia di persone che non volevano essere inglobate nei movimenti caratterizzati dalla musica da discoteca. Questo sta capitando nuovamente.

Più che quello che mi chiedi, sarei molto più interessato a mettere insieme una vera e propria band. Ecco questo mi stimolerebbe in maniera seria. In quel caso non solo spazi nei generi ma impari dal modus operandi dei musicisti, vieni contagiato da modi differenti di fare musica e di approcciare ad un brano. E’ sicuramente molto più interessante.

C’è ancora un grandissimo pubblico e tanti artisti sia old school che new school che accoglierebbero un tuo ritorno a braccia aperte. C’è questa possibilità e a quali condizioni vedresti un tuo ritorno con un eventuale full album erede di “Saloon”?

Diciamo che non posso facilmente rispondere alla tua domanda e darti appunto una risposta certa, proprio perché le condizioni di cui parli non sono facili da ricreare. Insisto sul fatto che ci deve essere un interesse molto più tangibile, vorrei ci fosse più attenzione e più credibilità in questo anche tra gli addetti ai lavori oltre che da chi segue dall’esterno.

Con questo non nego di aver immaginato la creazione di un progetto simile a Saloon.

Stelle nel Cemento” e tutti gli altri brani, di cui tra l’altro non abbiamo parlato, a loro volta sono stati dei test e per me hanno avuto una grande importanza.

Ti posso svelare che da poco è nata una collaborazione con J-Locc.

Parliamo spesso di quello che potremmo fare. Le idee sono tante e vanno al di la dell’ isola o della penisola. Addirittura stiamo valutando una collabo con la california.
Posso dirti che ho appena tirato su il profilo Instagram @maku_go un po’ per testare l’interesse della gente oltre che vorrei diventasse un modo per informare le nuove generazioni sul trascorso. Quindi chi sta leggendo ora saprà dove trovarmi. Spetta anche a voi.. vediamo che succede!

Grazie Maku per questa prima parte dell’intervista! Hai qualche riga libera a tua disposizione …

Parliamo di SNC.. ora rifacciamo tutta la intervista! 🙂

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