INTERVISTE

Balentia Sarda Intervista del 1996

Balentia Sarda – Mogoro posse

RF: Perché questo nome? La Balentia non è una caratteristica della vostra zona.

Su Maistu: Non tutti conoscono il significato del termine Balentia, visto che è un termine sardo: Balentia è il valore che un uomo assume nel contesto della comunità Barbaricina, il valore che egli rappresenta rispetto agli altri individui attraverso i suoi gesti, i suoi modi di agire, il suo rispetto verso gli altri. Il Balente in passato era colui che si faceva rispettare e che rispettava gli uomini e la Dura Lex dell’ordinamento giuridico Barbaricino, regolata dalla vendetta. Come hai detto tu non è un concetto proprio della nostra zona, ma ormai, se ne cerchiamo il significato originale, non esiste più in nessuna parte dell’isola: se chiamiamo Balentia la strafottenza, il sopruso e la vendetta fine a se stessa, allora non ci appartiene davvero!

RF: Perché rappate in sardo? Cosa dite nei testi?

S.M.: Il sardo è la nostra lingua, è la lingua della nostra quotidianità, del nostro popolo, ed è quindi neccessario utilizzarla se non vogliamo che vada perduta come gran parte del nostro partimonio culturale; inoltre il sardo è una delle lingue più musicali al mondo, ed è quindi giusto valorizzarla. Nei nostri testi parliamo di quotidianità, dell’importanza dell’ indipendenza politica dell’isola (Sardigna Natzione), della scelta di essere sardi nella mente e nel cuore (Nasciu mein basciu); ma anche del fatto che la nostra zona non deve essere invasa, dove per zona s’intene naturalmente l’isola. Infine della situazione dell’hip hop in Sardegna e in Italia.

RF: Spiega veramente chi sono i B.S., cosa danno e cosa stanno tentando di fare, i motivi e le idee di tutto il loro lavoro.

S.M.: B.S. nasce circa un anno fa in seguito allo scioglimento dei Mogoro Posse, che è stato uno dei gruppi che maggiormente ha contribuito a diffondere l’H.H. in Sardegna; oggi il gruppo è formato da 4 elementi: 3 voci, Su Maistu, Mad Effe e Giamma X, e da un DJ: Leppa Selecta, ed inoltre da un produttore: KD, che non fa effettivamente parte del gruppo. Quest’anno abbiamo fatto il “Rivoluzione Tour” da quindici date in giro per la Sardegna nell’arco di 2 mesi e mezzo.

RF: Come componete le musiche? Che influenze avete?

Giamma X: Della parte musicale dei brani si occupa quasi esclusivamente KD, rapper produttore di Borore (NU), ex componente di Attako Verbale; la nostra collaborazione dura ormai da un po’ di tempo, non solo in fase di produzione ma anche dal vivo, infatti anche lui è all’interno di Fogu Autoprodutzionis. Si occupa sia delle basi che dello scratch, ispirandosi sia alla scuola Dr.Dre – Death Row per la West Coast, sia alla nuova scuola East (in Scena) del Wu-Tang; per il cantato non cerchiamo grandi ispirazioni, perché è inutile creare uno stile originale ma sempre con un occhio rivolto oltre oceano.

RF: Cosa ne pensate della scena h.h. sarda?

SM: Se per scena s’intende un insieme di gruppi che fanno concerti o che fanno uscire materiale, allora è praticamente inesistente: raramente si vedono demo di gruppi sardi, e quasi mai i gruppi sardi si vedono in giro. Bisogna veramente svegliarsi per diffondere il più possibile l’H.H. creando prodotti validi e facendoli girare. Noi ci sbattiamo, insieme a KD, da un po’ di tempo con nastri e in live, e così Attako Verbale, prodigo nelle produzioni. Per il resto nulla o quasi. Bisogna capire che non è agli Art.31 che bisogna guardare, ma “in fundu” come diceva Sa Razza.

RF: Nel vostro demo abbiamo potuto sentire rap in italiano, in sardo e anche in americano, anche se quest’ultimo un po’ strano, chi ha avuto l’idea, perché e soprattutto cosa dice?

GX: Non si tratta di americano, ma di slang afro-americano, ossia la lingua usata dai primi rappers, naturalmente evoluta; la uso perché è più malleabile per quanto concerne la metrica e la fonetica, e come il sardo permette di esprimere tutta la rabbia interiore. Parlo della mia visione negativa della realtà quotidiana, e del mio modo di affrontare la realtà con forza, in risposta a tale negatività. Penso che il rap italiano debba ancora crescere molto prima di poter raggiungere livelli accettabili, in grado di competere con gli States. Scrivo anche in italiano, ma mi trovo più a mio agio con lo slang, con l’horror hard-core, che oggi stà esplodendo in America.

RF: Parla un po’ del demo, le canzoni, il lavoro che c’è dietro, la distribuzione e la promozione.

SM: Innanzi tutto non è un demo, ma un nastro vero e proprio; consta di 9 brani, tutti originali, ed è stato registrato nel Dicembre ’95 all’Audio studio di Sestu (CA), proprio per ottenere un livello qualitativo migliore; è fuori in 200 copie per il momento, che vengono distribuito attraverso la vendita diretto ai concerti o per spedizione postale. Ora stiamo cercando una distribuzione per la Fogu, che poi si allargherà anche ad altri gruppi: curiamo tutto noi, dalla veste grafica alla registrazione, etc.

Il nostro messaggio, senza presunzione è: fatevi il culo e pensateci 2 volta prima di fare uscire cazzate!!!PAXI!!!

Intervista estratta dalla Fanzine “Resto Fuori” Aprile 1996

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