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Jam @ Doctor Blues (CA)

Una jam-session a base di liriche taglienti, buon funky e danze acrobatiche per rilanciare la scena hip-hop. Una kermesse a metà tra un concerto di artisti navigati e le «prove tecniche» degli esordienti. Ma anche un’occasione preziosa per dare la parola a chiunque volesse cimentarsi nell’arte del rap, una forma espressiva che ha avuto origine negli Stati Uniti, ma che da un po’ di tempo va di moda anche in Europa. Ecco, in sintesi, ciò che è stato il contesto hip hop di domenica scorsa al club «Doctor blues» di Cagliari, dove almeno trecento giovani tra i quattordici e i vent’anni, tutti vestiti con maglie e pantaloni extra-large, hanno risposto all’appello dei Balentia sarda (uno dei gruppi più interessanti del panorama rap isolano), che hanno voluto radunare buona parte dei b.boys del capoluogo in una serata interamente dedicata alla black music. «Lo scopo di questa manifestazione _ spiega Alessio Mura, uno degli organizzatori _ è principalmente quello di creare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di questa musica, che dopo l’improvvisa chiusura di alcuni locali cittadini che “suonavano” in prevalenza musica hip-hop, si sono trovati un po’ disorientati». Il programma della jam-session, un termine col quale generalmente si intende l’esibizione estemporanea di musicisti e rapper che si abbandonano all’improvvisazione, prevedeva innanzitutto la performance di alcuni talenti della zona. A cominciare dalla valida crew cagliaritana «Effeà e soci» attiva dal 1996 e accompagnata ai piatti da Nasty, un giovane dee-jay che ha sorpreso per la sua abilità nell’uso dei giradischi. Non male, sia per i testi che per la base, il loro brano «La vita è logica», che racconta del triste destino di quei ragazzi che incantati dal denaro facile finiscono per diventare i «galoppini» dei boss locali e degli spacciatori di droga. A seguire, sul palco sono saliti i «Sapatimaba» (in campidanese «La parte marcia»), una formazione proveniente da Serramanna. «Abbiamo scelto questo nome perchè nei nostri pezzi ricorre spesso il tema della delinquenza giovanile», spiega Giuseppe Littera, diciannove anni, leader del gruppo e studente al liceo classico «Siotto». Che aggiunge: «Per noi il rap è importante, ci permette di raccontare in modo creativo la realtà in cui viviamo. Per certi versi ci sentiamo dei cronisti». La serata è proseguita con il gruppo dei Balentia sarda, che hanno presentato il singolo «Sa Lei» (La Legge), e con le spericolate evoluzioni di alcuni breacker, i ballerini che si muovono a ritmo di scratch e basi hip-hop. Poi, per chiudere, spazio ai ragazzi del pubblico. Chi se l’è sentita ha avuto l’opportunità di dire la sua riguardo un po’ tutte le tematiche giovanili. Rigorosamente in rima, ovviamente.

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