INTERVISTE

Zinnigas Intervita: Sa Locanda – Il Primo Album

Un anno fa, di questi tempi, i Sa Razza, portabandiera dell’hip-hop targato Sardegna, impazzavano con un motivo dai ritmi accattivanti e solari. A raccogliere l’eredità, dodici mesi dopo, sono i Zinnigas, che con “Sa locanda” (entrato in pianta stabile nelle play list delle radio isolane) hanno forse centrato il tormentone rap estivo. Il legame tra il nome del gruppo (si è costituito nel 1999 con il sodalizio artistico tra quattro ragazzi che già coltivavano l’amore per la musica rap: Daniele “Neuro”, Giuseppe “Peppi”, Luca “Yoshi”, Marco “Mamba”) e le famose sorgenti è fuori discussione. Ma non solo: siliquesi sono anche i primi passi del gruppo. ”Le nostre prime idee prendono forma in una piccola saletta ricavata da un magazzino che poi prenderà il nome di Psyco City. Proprio in quel periodo si sviluppano i primi lavori e nascono i pezzi destinati ad essere raccolti in un demo”, così si raccontano i quattro musicisti. Per diversi problemi, poi il demo esce in ritardo rispetto alle speranze e previsioni iniziali. Ma i brani contenuti nel progetto (tra questi “Parole”, “Hardcore”, “Dalla A alla Z”, “Tieniti pronto”) contribuscono a dare una impronta precisa allo stile dei Zinnigas. Adesso il gruppo, dopo alcune esperienze artistiche, ha firmato l’album “Sa locanda”, interamente auto prodotto tra mille sacrifici e difficoltà, e in vendita al prezzo di appena otto euro. ”Locanda è un luogo immaginario, un posto dove c’è sempre una festa. E là che nasce l’hip-hop più puro e reale”, spiegano i componenti della formazione che, nel frattempo, da Siliqua ha trasferito il proprio quartier generale A Capoterra. L’album è composto da 17 pezzi, quattro dei quali (Sa locanda, Vibrazionisi, Giusto o sbagliato, Mi castiu), scaricabili gratuitamente da internet in formato mp3, attraverso il sito della band, all’indirizzo www.zinnigas.com. Come definire il “Zinnigas-style”? E’ scritto nelle pagine web: ”Quello che caratterizza il nostro progetto è la ricerca e la cura del suono che accompagna la consistenza dei testi. Testi ispirati dalle esperienze personali e dalla realtà quotidiana. Lo scopo è diffondere la cultura hip hop vista attraverso la realtà sarda”. Così ecco l’utilizzo del dialetto campidanese e i campionamenti con alle spalle la tradizione isolana. Un successo.

Monica Tola

Articolo apparso su “La Nuova Sardegna”

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