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Shout One & Tony Marras – Back in tha Bidda Chronicles | Recensione

Shout One & Tony Marras – “Back in tha Bidda Chronicles” (Autoproduzione 2007/2009)

Shout One & Tony Marras, provenienza San Sperate, mettono in download questo “Back in tha Bidda Chronicles”, che racchiude al suo interno due dischi per un numero totale di trentaquattro tracce; il primo cd è “Back in tha Bidda” del 2007, il secondo “Back in tha Bidda Reloaded” è invece datato 2009.
Tutte le produzioni, i mixaggi e il master sono a cura di Shout One, eccetto “Me in a vision”, accreditata a Kiquè. Il sound dei due cd è molto eclettico nonostante praticamente il 95% dei beat siano a carico di un solo produttore. Il mood è molto vario, un mix di samples e di synth che richiamano sonorità del boombap, crunk, etniche, sperimentali, reggae/dancehall , la cui musicalità in alcuni casi viene arricchita da riff di chitarra suonati. Per quanto riguarda il rapping Shout one si dimostra un mc fluido e versatile, si muove con mestiere, articolando metriche diverse per ogni tipo di beat che cavalca, modulando la sua voce anche verso inflessioni ragga. Tony Marras è meno virtuoso rispetto al suo socio, più quadrato sui beat up-tempo , ma il carisma e l’irriverenza con cui tratta i temi del disco diventano un suo punto di forza. Le tracce, farcite dall’uso di slang americani e ispanici fusi al campidanese spaziano a 360 gradi: Ci sono le classiche vicende da “piazza” per chi vive di espedienti a discapito della disoccupazione; L’uso di droga e degli alcolici per evadere dalla routine di un piccolo centro , un mix di orgoglio e rassegnazione per chi vive al sud; Dalla cronaca di realtà isolane si passa a pezzi più scanzonati , aneddoti di contatti con l’altro sesso dove i protagonisti sfoderano il loro machismo divertito e ironico; Intrattenimento ma a denti stretti. Si va poi alla denuncia del clientelismo, nell’Italia allo sfascio in bilico tra la politica dei faccendieri e i mass-media pilotati; introspettivi ma con un linguaggio secco e tagliente, da strada. L’atmosfera in ogni caso rimane tesa. Diverse voci femminili si alternano sui ritornelli cantati, tanti featuring di buona fattura (andate a vederli nella tracklist,sono tanti da nominare). Veste grafica curata per un prodotto valido che merita un occhio di riguardo e che non ha nulla da invidiare rispetto alla realtà del rap nazionale.

Recensione a cura di Mefis Depedis

 

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