INTERVISTE

Rupez Intervista: Lov.EP

Francesco Mariani in arte Rupez è un rapper che ha fatto un EP, dal titolo Lov.EP, che rischia di diventare un game changer. Nell’era della ricerca ossessiva di visualizzazioni su Youtube, il giovane barbaricino se ne fotte della moda e rischia in proprio: inutile dire che il risultato è una collezione di canzoni personale e di impatto, d’impostazione classica ma mai datata, anzi fresca nella propria identità ben definita. Mi sembrava giusto parlarne (e vedrete nel corso dell’intervista che le peculiarità di Lov.EP sono tante): in maniera strana e imprevedibile, alla vigilia della chiusura delle vendite dell’EP in edizione limitata, stranamente (per uno riservato come Rupez), ne è venuta fuori una chiacchierata in cui a volte i ruoli dell’intervistatore e dell’intervistato si confondono (anche se io cerco di stare nel mio, non era questo lo spazio per i miei eccessi) ma in cui tutto lo spirito di Lov.EP viene fuori in maniera unadulterated. Buona lettura.

1) Vuoi parlarci della genesi di Lov.EP? È vera la cosa che è stato scritto in poco tempo e che le basi sono state scelte “a caso”?
Sì, è vero che è stato scritto in pochi giorni, ma non è esatto dire che le strumentali sono state scelte a caso.
La storia è questa: ero a Nuoro dai miei per il Natale, e, non avendo lì internet, di solito lavoro a photoshop o disegno quando non esco. Una sera stavo appunto finendo un lavoro, e nel mentre ho aperto a caso una cartella di strumentali tra le tante che ho nell’hard-disk da mettere in sottofondo, e ho sentito la base di Volando Via… ho sentito subito l’istinto di scriverci ed è uscito il pezzo, senza pensarci troppo, di getto, in un’oretta circa. Diciamo che io scrivo così, sempre, senza preoccuparmi dell’ermetismo eccessivo o di chi possa ascoltare i pezzi. Non mi interessa minimamente chi ascolta, perché parto dal presupposto base che scrivo per me e basta. Io scrivo e faccio la musica che vorrei ascoltare io (questo quando non ho scadenze o devo scrivere per i featuring, dove lì il discorso è diverso e un po’ più ragionato su un certo feeling tra me e chi sta con me sul pezzo, per non creare troppo distacco…).
Comunque poi dopo aver scritto Volando Via, ho sentito la base di Aspettando: ho visto un filo tra le due e l’ho solo teso, e da lì in poi ho solo cercato di stare su uno stato d’animo nei giorni successivi, che poi si è modificato ed evoluto nei testi e parole… quindi, per esempio, la base di Tu è stata scelta perché doveva fare da boom emotivo… la comparsa, il finalmente vederLa! Santostereo invece è la speranza, il rialzarsi dopo la caduta, la vocina dentro che ti dice”dai!!!”, e così le altre basi mi hanno dato lo stato d’animo giusto su cui raccontare questo… Tutto questo è successo nei 5 giorni dal 27 al 31 dicembre, che infatti sono quelli scritti sull’adesivo attaccato allo slim.
Per me non è poco… ho scritto un EP di 7 pezzi in un fine settimana! Non guardo queste cose, se ho tempo e sopratutto “sento” ciò che sto scrivendo, tutto è più facile e veloce… non sono di quelli che si mettono e dicono “ah, adesso faccio la supermetrica” o “adesso faccio il pezzo hardcore o per ridere”. Scrivo sentimenti, o meglio, cerco di descrivere l’emozione che può dare ogni situazione… in altra maniera non saprei fare. Vivo di mio tutte le cose molto di stomaco, e la mia musica è riflesso obbligato di una sensazione più viva e immediata possibile. Questo EP sono i miei giorni di allora (“i giorni sono i miei, ma te li sto dando”).

2) Ci sono parecchie cose peculiari, rispetto al panorama rap odierno, riguardo a Lov.EP, e ne vorrei discutere con te. Partiamo dal fatto che è un EP rap in cui si parla solo d’amore…
Ma a me non sembra tanto strano, cioè, è piu strano per me sentire magari un disco “a scomparti” e ci sia in mezzo una canzone d’amore… Lov.EP ha l’Amore come filo che lega tutti i pezzi,che parlano anche di altro! Di vita! Di animo e di testa e cuore! Prendi Santostereo: è la rincorsa alla vita, e la luce dietro al buio che ti dice che puoi farcela. L’Amore è la chiave, ma il senso è il non arrendersi.
In ogni caso può sembrare strano perché è la testa dell’ascoltatore che non ragiona ad ampio raggio,che è settata su uno standard di disco con 1 pezzo d’amore, 1 sui soldi, 1 sulla crew, sullo stile, 1 sulla città, 1 sulla droga, 1 sulla figa…
A me non piace quest’approccio: a parte che sembra di fare i compitini o i temini delle elementari, ed è davvero nella stragrande maggioranza dei casi che si sfiora la banalità e tutti i luoghi comuni del genere! Io ho dato voce con le parole a una sfumatura della vita, che è l’amore, qui, una storia.… una rima per darti un universo, un’immagine, una finestra che ti apre altre finestre, parlare di qualcosa nella maniera meno scontata possibile. Io la vedo come un quadro, il pittore dipinge e sa cosa sta facendo, quello che vuole disegnare e trasmettere, poi ognuno prende quello che è in grado… quello è scrivere per me, e così scrivo io.
Volando Via è partita da un’immagine che viene descritta nelle ultime rime del pezzo, “il vuoto delle nostre assenze, sospese, come meduse, e noi sotto un oceano, a guardarle in controluce”. Ho scritto con in testa quell’immagine, che per me ha una forza enorme… ma l’EP è pieno di queste cose e figure.

3) … poi è un EP senza parolacce…
Questa è stata una cosa del tutto inaspettata scrivendo i pezzi. Me ne son accorto solo alla fine! Ma di base credo che ogni parola abbia un suo senso e una sua funzionalità, e se non ci son parolacce vuol dire che non sentivo di doverle mettere. Non è un problema, anzi, la lingua italiana è una delle tante cose belle che buona parte degli MCs italiani ignora.
Sarà che non son di quelli che bestemmia o ne dice una ogni 3 parole…
Ma comunque, se non ci sono, spero che lo zoccolo “hardcore” non mi dia troppo contro!

4) … distribuito su CD personalizzati, ognuno diverso dall’altro e dedicato…
Allora, mi piace che se ne parli. Ho visto che la gente ha gradito molto la cosa (tranne le prime 5-6 copie che a breve customizzo in post-acquisto! Sorry!). Son partito dalla constatazione che alla fine, non avendo soldi per serigrafare i CD, non volevo dare a chi lo comprava un CD così, masterizzato e basta: mi sembrava una truffa! Ho speso un po’ di più e ho preso dei cd bianchi e li ho disegnati sopra uno a uno, tutti diversi uno dall’altro.
Sul tuo cosa c’è disegnato per esempio?

Una serie di ghirigori a tema “Love”, tutto molto hip hop… Per altro la dedica personalizzata l’ho apprezzata molto.
Fondamentalmente è che volevo dare qualcosa “in più”, di “unico”, a ogni possessore del CD originale, per avere un pezzo unico e poter dire “questo è il mio”… è un modo per dare importanza all’ascoltatore, capito? Cioè, io davvero sono felice quando mi si contatta e la gente sceglie tra quelli che ho appresso il CD che più gli piace. Poi, vabbè, sarà che io ho una deformazione al collezionismo innata, e tra l’altro mi diverte molto farlo… diciamo che voglio bene a chi mi segue! Rispetto molto chi ancora spende soldi per la musica che gli piace, ha tutta la mia stima. GRAZIE ANCHE A TE CHE LO HAI COMPRATO!

5) … su basi edite ma non di beatmaker famosi…
Stupore generale! Ahahhah!
Mi sembrava il minimo. Ma dovrei fare pezzi su basi straconosciute che han già un loro “successo”??? Che senso ha???
Cioè, finché si usano per un live ancora ci sta, e pure la è un altro discorsone. Cioè, dipende da come vuoi e quanto vuoi che il pubblico recepisca. Nel mio caso, volevo che l’attenzione fosse incentrata sui testi, è come se l’EP fosse un film e le basi la colonna sonora. Poi per me quelle basi son stupende tutte, e quando scrivo, scrivo su tutto e non mi interessa che non la conosca nessuno o sia la hit del momento!
In ogni caso, proprio per un discorso di sincerità, l’ho scritto bello grande BOOTLEG/EP!

6) … e a pagamento.
Ecco, anche di questo son contento che si parli.
Molti mi dicono: “Ah, ma non è free? come no? Ma tutto è free ora! Dove si scarica?”.
Non si scarica. Punto. Lo compri.
Ogni volta che apro FB o entro in qualche sito, c’è questo disco free, quest’altro, e poi la traccia qua, il file qui…
Vedo una tale sovra esposizione, nella fruizione della musica. Tutti scaricano tutto e tutti, nessuno ha neanche il tempo di ascoltare tutto il disco che ne ha gia scaricato altri 20 nello stesso tempo e cosi via, senza avere il tempo neanche di assimilarlo, di viverlo,di capirlo! Mi son detto: no,così no. Voglio che Lov.EP rimanga. Chi se lo compra se lo mette nel lettore e ascolta il disco, voglio che lui stesso per primo dia un valore a quei 3 euro che ha speso per questo EP, che lo possa toccare etc. È anche un modo per educare l’ascoltatore, e sopratutto per dare un valore alla musica che ascolta, per fargli capire che oltre le rime ci son soldi dietro per la stampa, i CD, gli adesivi, il mixaggio e via dicendo… E, davvero, potevo mettere anche 5 euro, ma non l’ho fatto per tirarci soldi, volevo che la gente avesse in mano qualcosa di mio e volevo solo rientrare con le spese.
Poi la cosa è andata avanti, e c’è ancora richiesta, e per me è solo il bene, ma ero bello contento anche semplicemente rientrandoci con le spese!

7) Il supporto della “scena” a Lov.EP è stato incredibile. Te lo aspettavi, nei termini visti? Hai qualche aneddoto particolare o qualche ringraziamento pubblico da fare, in questo senso?
Sinceramente? Non me lo aspettavo, davvero. Quest’EP è esploso, nella proporzione e nei termini dovuti, in maniera inaspettata! Tieni conto che le richieste son partite dalla foto del master del CD su facebook, e poi da lì a ruota appena uscito. L’EP è stato accolto bene, io avevo dubbi anche mentre lo registravo, pensavo non venisse capito. Che poi… neanche dire “capito” è giusto, venisse “accettato” ecco. Ne parlavo con i ragazzi della saletta e loro mi dicevano “ma fallo uscire, è una bomba”, poi alla fine è nato ed è stata una progressione… almeno di partecipazione intendo. So che nessuno lo ha capito fino in fondo, me ne son accorto sentendo e parlando coi vari “rapper”. È un EP complesso, sia come scrittura sia come senso del tutto… Ogni rima ha un concetto legato a un altro concetto di un altra rima e così via. Io chiedo sempre quando capita di incontrare chi lo ha preso “ma ti è piaciuto?”, e la risposta è quasi sempre “Bellissimo! Bellissima storia d’amore!”. E lì rimango contento ma un po’ così, come se tutto si limitasse a quello. Poi ci sono quelli che ti dicono “sei un poeta”. Sì, ok, grazie, ma tu cos’hai preso da quella “poesia”?
In ogni caso preferisco i commenti di chi non ascolta rap, perché non mi aspetto mai nulla e ti meravigli perché loro colgono invece la parte più intima dei pezzi, perché li vivono così come sono, non come li vorrebbero, a differenza di chi fa rap per esempio.
Quando mi si dice: “Aspettando mi strappa il cuore, la sento davvero tanto, mi ha fatto pensare a una persona…” ecco, quello è un commento da incorniciare, perché vuol dire che ti ho dato qualcosa. Poi magari invece arriva Tizio che ti dice: “eh, ma quella base non l’avrei messa, avrei fatto un pezzo più incazzato per spezzare, avrei avrei avrei…”. Eh, infatti, fattelo tu un disco!
Che poi, chiedo anche a te, che cosa ti ha dato? Voglio dire, non perché mi stai facendo le domande, ma ti ha emozionato? Hai sentito qualcosa, o lo valuti in ambito strettamente giornalistico/musicale?

Beh, se ne stiamo parlando è perché comunque il Lov.EP mi è sembrato qualcosa di speciale. Non è un’intervista a me, quindi non voglio elaborare troppo, ma mi ha emozionato in maniera proporzionale a quanto mi ha “rilassato”. L’ho ascoltato varie volte in lunghi viaggi in macchina, e l’idea del trip fisico e mentale in parallelo, seguendo i tuoi ritmi mi ha preso molto.
Ah, ottimo! Si, “il trip fisico e mentale in parallelo” mi piace…ok…

Ma tornando alle domande

8) Potendo tornare indietro, c’è qualcosa che non rifaresti, di cui ti sei in qualche maniera pentito?
Rifarei tutto uguale. Per la prima volta son davvero contento, strasoddisfatto del lavoro in tutti i sensi.
Lo sento un disco “adulto” diciamo. Volevo questo livello, ne avevo bisogno.
Non rifarei… davvero, non trovo nulla che non va, non che sia la perfezione, ma è nato così, e per me, nel mio piccolo, è stupendo.
Già il fatto che riesca a farmi emozionare ascoltandolo ora, vuol dire che non mi rimprovero nulla.
Di solito mi stanco molto presto di quello che scrivo.

9) Qual è stato il momento più difficile della realizzazione dell’EP? E quello invece più semplice?

Ehhhh… il momento difficile è stato trovare i soldi per farlo uscire.
Avevo il master in mano da metà marzo se non sbaglio, e solo a giugno son riuscito, tirando la cinghia, a darlo in giro… un grande GRAZIE ai ragazzi dell’Empireo studio che hanno aspettato che vendessi le copie per farsi pagare il loro ottimo lavoro. Big up!!!
I soldi non sono tanti, e li uso per mangiare.
Il momento più facile è stato scriverlo: è nato da sé, ma proprio perché non avevo vincoli mentali, perché scrivevo per me ed è scattato quell’interruttore che mi faceva capire che doveva per forza essere così… credo che chiunque mentre scriva se ne accorga… è stato come scrivere i pezzi che aspettavo da una vita… è una sensazione… è come quando ho scritto Missili Al Cielo… sapevo di aver fatto qualcosa che meritava attenzione. Sapevo di aver aperto una strada a me stesso per dare maggior peso a ogni passo.

10) Una parte importante della “promozione” di Lov.EP è legata all’interattività fra te e i fruitori (foto sul tuo facebook, sblocco livelli dei testi etc.). A che livello della produzione di Lov.EP hai pensato a questo tipo di extra da dare al pubblico? Che tipo di reazione hai ricevuto per questo tipo di “contatto” col pubblico?
E’ nato tutto dopo l’uscita del CD, ed è fatto tutto per rendere partecipe il pubblico, l’ascoltatore: un premio ulteriore a chi mi ha dato la sua attenzione, e io la ridò con riguardo a loro.
Ho pensato: “faccio la foto ai CD così si sa come è di base,e la metto su fb”… poi ho pensato a farne altre, e ho fatto un album… e da lì è nata la cosa in più dell’esclusività della visione ristretta.
Il SECRETLEVELPHOTOALBUM è un album che viene sbloccato e reso visibile solo a chi ha acquistato il CD, è un upgrade con dentro grafiche fatte apposta per l’EP, testi, foto e sopratutto le foto dei supporters dell’universo Lov.EP. A questo proposito, ringrazio chi ha mandato, manda e manderà le foto, apprezzo davvero tanto.
È sempre il discorso di rispettare l’ascoltatore: quei 3 euro che spende ogni persona, per me contano. Vuol dire che hai davvero interesse nell’ascoltarmi, sei venuto a cercarmi perché vuoi il CD, mi vedi in faccia quando lo compri… io sono una persona, non un link nello schermo, non un click su youtube che mi rende più o meno conosciuto. Una volta parlando con DJ Ganga, dicevamo “ma ti ricordi quanto ci durava un singolo anni fa?”. Ed è vero! Ora c’è troppo e si ottiene troppo facilmente tutto.
La promozione è avvenuta solo via fb e il passaparola, neanche myspace che è stato incasinato maledettamente e non ci entro più, tanto è un campo morto.
Poi ho spedito il CD in giro a un po’ di amici in giro per l’Italia, per sentire come poteva esser recepito da altre teste che reputo formidabili nel rap a livello proprio di concezione musica al di fuori della Sardegna (che già dicono che sono anomalo io), e ricevevo solo complimenti e pareri positivi.
Alla fine ho mandato anche il CD alla BlueNox nella sezione “Segnalazioni Italia” ed è piaciuto e mi hanno segnalato. Mi ha fatto davvero piacere anche perché la premessa nello spedirlo è che se a loro fosse piaciuto il CD lo avrebbero segnalato, altrimenti no. Molto selettivi, a parte lo spessore artistico del collettivo che è indiscusso, ed è stata una bella conferma anche quella. Poi ho visto che se ne parlava bene e se lo stavano passando sottobanco anche in qualche forum… diciamo che per i miei limitati mezzi va bene così.
Anche il video che ormai fanno davvero in tanti, che sarebbe stato un bel modo per pubblicizzare l’EP… beh, io davvero non sono tipo da video, non ho il carattere, non mi piace apparire e infatti quello che è stato issato a singolo del CD (Santostereo) è un pseudo montaggio di 10 secondi di filmato e l’immagine dell’adesivo. Anche se a breve mi vedrete nel video di Blob dei MCP per Esse Esse War 2: credo che sarà il primo e l’ultimo! Non ho il trip da rapper fase “guardatemi”…

11) L’esperienza di Lov.EP è “a termine”, nel senso che hai deciso di smettere di “produrre” CD, ad un certo punto. Di nuovo, da cosa nasce questa decisione? Che altri progetti hai in cantiere, ora che è finita la fase di Lov.EP?

Volevo fosse un’edizione limitata, dal principio.
È stato, ed è, il lavoro in cui ho davvero messo tutto il cuore, ed essendo una “cosa” così “pura”, non voglio che smetta mai di vivere, e per me almeno, non finirà mai.
L’esclusività è una forma di vita, l’unicità stessa lo è… sia per chi ne possiede una copia, sia per quella che ho incorniciata in camera, che amo pensare sia quella che spetterebbe alla Lei del disco, “la Grace Kelly con le sneakers”…
In cantiere non so… Ho talmente tanta roba scritta… Chi lo sa… Per ora voglio chiudere i featuring sui dischi altrui che ho sparsi, poi c’è sempre il discorso Missili al cielo EP che non so mai se uscirà… Per settembre/ottobre ho un regalo per chi ha l’EP, ma non anticipo nulla… Per il resto, non pianifico mai, se vivrò un altro “miracolo” come Lov.EP, lo sentirete, con tutto il cuore… Ma la vita è sempre piena di meravigliosi rebus da raccontare, vedremo…

Ah, a proposito: una domanda che nessuno mi ha mai fatto è “Ma questa frase cosa vuol dire?”. Sembra comunque che ci sia sempre timore a chiedere delucidazioni o altro… Se magari ci son passaggi che non si capiscono, lo dico a tutte le persone che ne hanno una copia… chiedete!
Non so, tu pensi di aver capito tutto?

Sinceramente non mi sono posto il problema, nel senso che ritengo che in campo artistico debba sempre essere lasciato spazio all’interpretazione del pubblico!

Vuoi chiedermi qualcosa? Su qualsiasi cosa, una rima, una strofa, un pezzo…

Mi cogli impreparato. Anzi no, una cosa da chiederti ce l’ho: ma davvero il “Meglio dei Meters” è il top?

Tenendo presente che per me i Meters sono “il buon vecchio funk” per eccellenza, parafrasando un loro album, e come tale, rappresentano quell’esplosione istantanea di energia che volevo trasmettere nel passaggio di Tu: “la Grace Kelly con le sneakers, il meglio dei Meters, lo stomaco che esplode in petto”
È tutta un’associazione di immagini che in una frazione di secondo si scontrano alla vista di Lei: la bellezza eterna di Grace Kelly, le sneakers per un contrasto temporale di questa sua grazia e delicatezza ancora più eterna, per darle una collocazione attuale, l’effetto esplosivo nel vederla che è paragonata alla musica dei Meters e la sensazione di fitta allo stomaco dall’emozione… ecco,è il discorso delle rime che richiamano altre rime, immagini per un’emozione… descrivere una frazione di secondo, mettiamola così… il top, per me, comunque, è Paolo Conte.

L’intervista originale la puoi trovare qua: http://gaccuworld.blogspot.it/2011/09/lovep-conversations.html

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