INTERVISTE

Lil’Pin, DJ Yodha & Kennedy Intervista: INRI

Questa settimana, in occasione dell’uscita di INRI, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Lil Pin, Kennedy e Dj Yodha che ci raccontano di come è nato questo progetto e di quali sono i lavori futuri della Parabellum.

Partiamo dal principio, come vi siete avvicinati a questo tipo di musica e come avete incominciato? Quali sono i vostri esordi e cosa vi ha spinto ad unire le forze e a formare la Parabellum?

Sono sempre stato affascinato dalla musica rap fin da bambino, e sono sempre stato un ascoltatore. Un giorno ho pensato “perché non provare?” …ed eccomi qua! Ho scritto le mie prime rime nel 2004 insieme con Mistacabo, mio grande amico di infanzia, e grazie a Kennedy abbiamo realizzato i primi pezzi. La stima ci ha legato successivamente nel 2007 a Uzi Junker, dando vita al progetto Parabellum. In tempi più recenti abbiamo chiuso la formazione con un altro grande acquisto: Dj Yodha.

Voi rappresentate i tre quindi della Parabellum, come è nato questo progetto?

Parabellum non è un gruppo che rientra nello standard, diciamo che non è “catalogabile”. Siamo 5 amici, 5 ragazzi molto diversi, con gusti molto diversi! Ci lega la stima reciproca e il modo di vedere il rap… e naturalmente le nostre radici! Ci sembrava quasi obbligatorio essere Parabellum, per quanto mi riguarda è come se lo fossi sempre stato, è parte di me. Qualche mese fa abbiamo deciso di dar vita ad un progetto un po’ particolare, un po’ fuori dagli schemi, ed ecco I.N.R.I.! Diciamo che è stato più che altro un esperimento, per noi in primis. È un disco concepito in 3 dall’inizio alla fine, è da considerarsi il primo vero lavoro Parabellum, anche se non al completo!

Il concept dell’album sembra essere abbastanza chiaro già dal titolo e dalla tracklist. Tralasciando però le singole interpretazioni, qual è il messaggio che sta dietro questo lavoro e quali sono i contenuti di INRI?

INRI vuole porsi come risposta al target di rap italiano pre-impostato, detto chiaro e tondo a noi 3 non ce ne frega un cazzo di quello che piace alla gente, se non piace a noi non lo facciamo! Il messaggio è di critica verso chi vuole un rap per forza “politico”, “orecchiabile” e via discorrendo. Questo è quello che piace a noi in questo momento, può piacere o meno ma è sicuramente diverso, e forse oggi il rap in Italia ha bisogno di diversità. I contenuti sono talvolta espliciti e talvolta celati: i titoli comunque parlano chiaro: crediamo in noi, nella nostra roba, siamo quello che viviamo ogni giorno, e ci piace il rap in tutte le sue sfumature (autocelebrazione, doppi sensi, critica, riflessione, esagerazione della realtà e puri giochi di parole).

Il disco è fuori ormai da qualche settimana e sul web si leggono opinioni contrastanti, quali sono i pareri che avete ricevuto dagli ascoltatori in merito a questo lavoro?

Diciamo che ci sono due grandi schieramenti, chi ci “ama” e chi ci “odia”… PB è così, non abbiamo mezze misure! L’unica nota negativa è che forse si parla troppo poco dei gruppi underground come il nostro, ma facendo questo tipo di rap pensiamo che sia anche normale…siamo troppo crudi e poco orecchiabili per l’ascoltatore medio, speriamo che INRI abbia abituato un po’ il loro orecchio perché non ci fermeremo di certo qua!

Molto belle e valide le collaborazioni, nelle quali non poteva mancare Coliche, ovvero il membro onorario della PB. Tra gli altri possiamo trovare tutta la One Mic al completo, Killa Cali, Mistacabo, Uzi ed Elvira. Mi ha sorpreso positivamente la collaborazione con Rischio. Come sono nate queste collaborazioni?

Naturalmente non si poteva concepire un disco senza tutti i membri della Parabellum, quindi era abbastanza scontata la presenza di Uzi, Cabo… e naturalmente di Coliche! Le altre collaborazioni nascono dalla stima e dai nostri gusti musicali! Non potevano mancare Jack, Kiquè e Ibo, che ormai sono una presenza fissa nei nostri lavori! Abbiamo poi voluto fortemente la presenza di altri artisti quali i ragazzi di Torino, i One Mic, che rappresentano un modo di fare musica diametralmente opposto al nostro, ma non per questo incompatibile! Sono ragazzi con grande talento e esperienza al microfono, come del resto gli altri due big, Rischio e Killa Cali, che siamo fieri ed orgogliosi di avere ospitato in questo progetto! Infine Elvira non poteva che essere la ciliegina sulla torta, ha un gran voce, davvero un talento.

Saranno estratti dei video da INRI?

L’11 ottobre è uscito il primo video, quello di “Puoi provarci”, a dimostrare che ci viene proprio naturale andare controcorrente! Un pezzo che è una vera e propria provocazione, un beat cupo e crudo, barre della peggior spocchia e scratch davvero pesi! Avranno tanto da dire quelli che ci accusano di essere troppo “autocelebrativi”! Inoltre siamo già al lavoro per la realizzazione di un secondo video, si tratterà di “Vampiri”.

Parliamo un attimo di progetti futuri. Siete già al lavoro su qualche cosa di nuovo? Sia come singoli che come gruppo?

Naturalmente si, entrambe le cose. Usciranno nuovi lavori solisti e di gruppo, intesi però come INRI. Purtroppo per i nostri fans i tempi per un disco Parabellum al completo non sono ancora maturi, per mille motivi diversi.

Uzi, in occasione dell’uscita di Tempo di Splendere, ci aveva detto che a breve sarebbe uscito il primo lavoro targato PB ma fino ad oggi non abbiamo avuto ancora l’occasione di sentire nulla. Quando uscirà il primo disco della Parabellum?

Come dicevo prima i tempi non sono ancora maturi, ti spiego meglio: Parabellum comprende 5 teste, 5 teste calde ad essere sinceri… 5 solisti! Abbiamo tutti molta voglia di fare e di farci strada nel rap perché sappiamo di poter dire la nostra. Unire gli sforzi significherebbe rinunciare un po’ a se stessi, e per ora non è ancora la scelta migliore per noi. Tutto ciò che esce a nome nostro è comunque sia Parabellum, arriveranno anche i progetti che ci vedranno al completo, ma sarà in futuro non ora. Poi chissà, magari stupiremo tutti!

Le produzioni di INRI sono tutte di Kennedy che recentemente abbiamo potuto sentire anche sul mixtape di Jack The Smoker dal titolo Game Over. Potremmo sentire le tue produzioni anche su altri dischi di prossima uscita? Come nasce generalmente una tua produzione?

Si sono già a lavoro…prima di tutto restituirò il favore ad alcuni feat del disco, dopodiché aspettavi numerose sorprese. Riguardo le mie produzioni, come capita a tutti i produttori che lavorano usando sample , nascono dopo ricerche spesso estenuanti e senza risultati del campione da utilizzare. Durante questa caccia amo spaziare in diversi generi musicali, ve ne sarete resi conto ascoltando INRI appunto. Una volta trovato lo spunto per partire il resto è tutto merito della propria tecnica e fantasia nel manipolare la musica e crearne dell’altra.

INRI è stato preceduto da “Il fattore P” che è uscito in free download su Honiro, all’intero del quale abbiamo sentito al microfono Kennedy. Un uscita estemporanea oppure ti sentire più spesso anche al microfono?

Ho già partecipato a qualche mixtape in passato ma non mi sento assolutamente un rapper. Diciamo che quando mi capita di scrivere qualcosa che ritengo piacevole, registro e aspetto la prima occasione per pubblicarla. Per quanto riguarda il pezzo “Jordan 3” ho voluto rendere omaggio, in occasione del loro 23° anniversario, a delle scarpe che per me sono davvero leggendarie. Chi mi frequenta conosce bene questa mia passione!

Invece Yodha, oltre ad essere un affermato dj, è anche colui che ha curato molti dei video della Dolly Rec. Come è nata questa passione per la regia e quali altri progetti, anche al di fuori dell’ambito musicale, hai in ballo?

Sono sempre stato appassionato di fotografia, sin da bambino.Nel 2004,una volta finite le scuole superiori, mi sono trasferito a Milano,dove mi sono iscritto alla facoltà di Video Design allo IED. Dopo la laurea ho deciso di andare a vivere a Londra, in cui ho vissuto per un anno e mezzo. Quando avevo qualche ora libera da lavoro la utilizzavo per andare in giro a fare foto e comprare vinili. Con il passare degli anni mi sono appassionato sempre piu’ a quest’ arte, che è diventata a tutti gli effetti il mio lavoro principale. Una volta tornato in Italia ho lavorato per alcuni studi video a Milano, ma da un anno ho deciso di intraprendere la strada del videomaker freelancer e di rappresentare tutto ciò con il nome di One Shoot Films. Progetti futuri…….bhe c’e’ sempre l’ idea di aprire uno studio.

Per quanto riguarda Pin, qualche mese fa è uscito il video “La carta della morte parte due” assieme a Coliche estratto da “Requiem Aeternam – a Sid Roams tribute”. Dacci qualche informazione su questo progetto.

Purtroppo siamo in una fase un po’ critica, abbiamo avuto una pausa inaspettata, ma con Davide (Coliche) abbiamo in mente alcune cose da buttare giù, insomma, abbiamo parecchie cose in ballo. Coliche è uno dei pochi rappers in Italia che riesce sempre a rientrare nei miei “canoni” musicali, con lui mi trovo sempre bene, quindi dico a chi aspetta l’uscita di un nostro progetto di non preoccuparsi a riguardo.

Ad un primo ascolto i testi potrebbero sembrare banali e senza senso, invece con un ascolto più approfondito si possono apprezzare citazioni su citazioni e incastri e giochi di parole degne di nota. Alcuni, leggendo sul web, pensano che i giochi di parole fini a se stessi non servano a nulla se non supportati dai contenuti. Come rispondi a queste critiche?

Posso dire come prima cosa che per mia sfortuna, e per fortuna di altri rappers, la maggior parte delle persone sente ma non ascolta! Inoltre viene spesso utilizzato un metro di giudizio e di critica non fondato sulla conoscenza e sull’obiettività ma sui gusti personali. Allora, a chi mi dice “pin fai cagare” rispondo “i gusti non si discutono”, a chi mi dice “non hai contenuti, non hai metrica, non hai flow” ecc ecc rispondo “figlio mio dovresti rivedere le tue priorità!” . Parliamoci chiaro “sono tutti artisti, tutti uguali, tutti i dischi tutti uguali e dici cosa a me…?” , mi sembra che il mio pensiero sia abbastanza esplicito. INRI è una provocazione a tutto questo mondo di critiche e di critici, so fare pezzi come “21 grammi”, “chi crede in me”, “this is not a love song”, “due dita in mano” ecc…semplicemente mi piace fare molto più spesso quello che molti definiscono “sempre la stessa cosa!”…bè, io faccio quello che voglio, non vedo perché dovrei fare quello che vuole qualcun altro! E poi a tutti coloro che dicono che per esser rapper bisogna saper fare tutti i generi vorrei direi che: 1- li so fare; 2- se sei Maradona non è necessario saper giocare in porta! Cazzo, i Cypress hanno fatto 10 dischi parlando di erba e nessuno li ha mai condannati, lunga vita a loro!

Intervista apparsa su “From The Court”

Comments

Sign In