INTERVISTE

Tes Intervista: Da Sotto

Tes, rapper di Iglesias attivo sulla scena dagli anni 90, fa parte di una delle crew più grandi di tutta la Sardegna, la Underground Solution.
Lo intervistiamo in occasione dell’uscita del suo secondo album, a pagamento, da solista “Da sotto”.

1) Recentemente è uscito il tuo disco “Da sotto” che, a mio parere, rappresenta un ritorno al suono dell’underground old school.
Qual è stata l’ispirazione, in effetti, per il disco?

L’ispirazione principale che ho avuto per la realizzazione dei testi è stata data per lo più dalla realtà che mi ritrovo a vivere, dalle letture e dai pensieri personali che ho sui vari argomenti che sviluppo per tutto il disco; argomenti che ho a cuore come l’hip hop, il sociale, la politica, il tempo, la fede e la mia terra, il tutto sotto un punto di vista puramente umano e per niente autocelebrativo. Personalmente non parto mai con l’idea di progettare un album; mi ritrovo molto spesso a scrivere testi senza che ci sia alcun ritmo sotto, pensieri e parole vengono fuori per puro sfogo personale, solo in un secondo momento le faccio rientrare nelle barre. Dal punto di vista musicale l’ispirazione principale l’ho trovata attorno ad atmosfere jazz e soul, che sono i generi a cui sono appassionato e che rispecchiano di più il mio carattere. I suoni sporcati volutamente , ed a primo ascolto poco curati, rispecchiano in tutto e per tutto il clima che vivo e risultano molto attinenti alle argomentazioni. Tornando per un attimo ai testi , “Da sotto” contiene brani datati, alcuni risalenti al 2005 come la title track, che col tempo ho rifinito perché lanciavano un messaggio universale e sono ancora molto attuali. Questo fa capire quanto poco, nel ciclo del tempo, le cose possano cambiare.

2) Sempre riferendoci alle basi, abbiamo notato la presenza di B-Doub, produttore dei “Cradle to the Grave”, gruppo hip hop tedesco.
Come è nata la collaborazione?

Con Marco, la collabo è nata sempre con l’amicizia come sfondo; già conoscevo la sua fama in città nel ’96 come beat-boxer, col tempo per via di un legame di amicizia con fratello “Mr Sugga” le nostre strade si sono incrociate. Ricordo che a metà del 2005 giravo per i vari profili di Myspace; lui aggiornava molto spesso la sua pagina sino a che non inciampai su un suo beat da cui venne fuori “Da sotto”. Il risultato fu oggettivamente positivo, da quel pezzo sono partite molte collabo per i miei e per i suoi progetti che tutt’ora sono in lavorazione.

3)Nella titletrack del disco, prodotta da B-Doub, critichi la cosiddetta scena mainstream.
Che opinione hai della scena sarda oggi?

I versi che possono averti dato quest’impressione in realtà vanno interpretati con una chiave di lettura molto più ampia; il brano “Da sotto” tratta tanti argomenti e richiede diversi ascolti per essere interpretati nel modo in cui li ho intesi. Il mainstream, come è palese, non sempre tratta argomenti importanti e non parlo solo dell’ hip hop; “Sento che la gente che sta fuori qua sopra ci sputa/ la mia scena racconta e la tua scena resta muta”, questo per esempio è un attacco alle major, la “mia scena” è l’hip hop e nessuno mi toglie dalla testa che deve rimanere una cultura underground di riferimento, che tratta argomentazioni di spessore e che non deve essere sporcata con temi che mirano alla commercializzazione di messaggi banali e socialmente inutili. “Troppi anelli, pochi i signori che li indossano/ troppi kick fiacchi e trip di mc’s che non svoltano”, qui il riferimento è il “Signore degli anelli”, in questo caso l’anello è l’hip hop e ha un potere enorme, pochi lo usano a fin di bene, in molti lo usano solo per avere più visibilità, fama e successo e questo non riguarda solo mc’s datati ma anche i ragazzi che sono al primo approccio con questa cultura, che lo usano in modo ossessivo, senza avere un background e una cultura di base. In linea generale questo brano parla della situazione globale in cui siamo immersi sotto ogni punto di vista, che nasconde sotto quanto c’è di genuino, qualità che allo stesso tempo alimenta dal basso la situazione stessa.
Il termine “da sotto” rappresenta tutto ciò che, anche se non riusciamo a vederlo, è vivo e presente in tutto ciò che a nostra volta viviamo, cioè la forza che fa da base a tutta la superficie.
Per quanto riguarda l’opinione che ho della scena sarda, ti posso dire che, obiettivamente, nel corso degli anni ha preso una posizione importante in quella nazionale, sia nell’underground che nel così detto mainstream. Personalmente seguo più che altro quello che fanno gli amici e i conoscenti, quindi non mi sento di dare un’opinione valida per tutta la scena, ma ti posso dire che, per quello che seguo ed ascolto, è molto viva e produttiva.

4) A livello di testi ,l’unico feat è quello con B-Muzak, ex Su Raìs, ex membro dei Sr Raza.
Cosa vi ha spinti a collaborare insieme?

Una strana e piacevole alchimia ci ha spinti a collaborare; iniziò tutto nel 2005 con la registrazione di alcuni suoi testi su alcuni beatz di Admi. Più tardi, nel 2010, ìdea assieme a CFP un progetto dal titolo “Cronaca di un trip urbano”, di cui mi affidano il completo sviluppo delle produzioni e del suono generale del lavoro. Nel frattempo, registra altri brani tra cui il testo di cui parli, su un beat diverso dalla versione del disco. Un ritornello con un gusto street soul graffiante che mi entrò subito in circolo e che assolutamente dovevamo rimettere a nuovo, ed ecco che prese vita il brano dal titolo “Ai margini”.

5)Fai parte di una crew hip hop, l’Underground Solution, che include esponenti di tutte e 4 le discipline dell’hip hop.
Dove è nata l’idea di costituire una crew?

Partiamo dal presupposto che Underground Solution è l’ultima evoluzione di un gruppo di amici già esistente dalla fine degli anni ’90, chiamato N2C, che abbracciava tutte le discipline dell’ Hip Hop; la parte musicale all’interno di questo gruppo si chiamava “La stanza Rec” di cui, tutt’ora sono rimasti quasi tutti gli artisti ossia: io, ND e Zast One, che assieme formavano la “Zero Cash” e Dj Admi; per quanto riguarda la parte del writing troviamo Jato e Atew. Questi membri sono quelli che hanno dato origine a quello che anni più tardi si chiamerà Underground Solution, a cui si sono aggiunti gli Mc’s CFP, Mono, B-Muzak aka Su Raìs; i beatmaker GBK e Robot Films; i writers Nero, Burla , Tomoz , Mek; nella pittura Koma e nell’arte digitale Roky. Non è completamente corretto dire “aggiunti” visto che è una famiglia piuttosto che una crew, nata da un rapporto di amicizia e di frequentazione; questo per quanto riguarda alcuni membri. Per altri, per via della distanza vale la regola dell’amicizia e della stessa attitudine mentale.

Grazie a Tes per l’intervista concessaci.

Intervista by Alessio Amato

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