INTERVISTE

Xeto Nascente Intervista: 2036

Xeto Nascente è uno dei tre membri del gruppo Twin Vega, assieme ad Ipno Style e Denny the Cool, tra i più in vista nel Sulcis Iglesiente. Lo intervistiamo in occasione dell’uscita di “2036”, scaricabile esclusivamente dal nostro sito.

1) Ciao Xeto, qualche giorno fa è uscito il tuo secondo album solista, dal titolo “2036”.
Innanzitutto, cosa ti ha spinto a far uscire un nuovo album solista?

Era un desiderio che avevo da tanto, a dir la verità da quasi due anni, ma per un motivo o per l’altro non mi ero mai cimentato in un secondo lavoro solista; forse anche perché avevo tutte le energie incentrate sul progetto Twin Vega. Ho avuto 4 mesi pieni in cui poter ragionare e capire come strutturare il tutto ed ho deciso di portare a termine questo album, prima di quello ufficiale Twin Vega che sarà fuori questa primavera. Avevo un po’ di cose da dire e da tirare fuori, lontano da schemi musicali andanti ed obblighi legati al fatto di fare per forza un CD che dovesse girare ovunque, un lavoro che soddisfasse me per primo.

2) Analizziamo l’album a partire dalla cover, dove si vede un giocatore di baseball colpire la palla, su cui sono raffigurate le Americhe.
In che modo si intrecciano il concept dell’album e la copertina?

L’idea era quella di un presente “post atomico” come nel film “Codice Genesi” per capirci, infatti se si nota lo sfondo ed i colori ricordano molto quegli scenari. Il Baseball Player raffigurato sono io (avendo un passato da giocatore) e mi è piaciuta l’idea di “prendere a mazzate il mondo” nei miei testi, in questo modo unendo le due cose, un po’ come per esorcizzare il momento non tanto roseo. C’è tutto me stesso in quella copertina: dal disegno, ai colori, al significato…ALL IN.

3) Nel primo pezzo, F.F.F. (Fuck Fake Freak), come mai, e a che tipo di persone rivolgi la tua forte critica?

Sono felice di questa domanda e vorrei spiegare bene il senso della traccia per chi non l’avesse capito o frainteso. Parto col dire che sicuramente ho più amici io extracomunitari di tutti quelli che si sono scandalizzati e indignati (che, detto tra noi, si possono sinceramente fottere) per le parole del pezzo, non capendole e credendo fossero indirizzate a sproposito, creando un grosso fraintendimento. Detto questo, il brano in sè si riferisce a chi inneggia a qualcosa che non vive, ad un cosmopolitismo fasullo che sta solo nelle loro teste quando fa comodo, chi si siede nelle strade facendo il fricchettone, un po’ per noia credo, e poi vive in case da paura, mantenuto dai genitori e gira col culo sopra un macchinone. Il mio non vuole essere uno sfogo di gelosia verso questa tipologia di persone ma solo una presa di posizione, spero sia evidente dalle parole del pezzo; niente in contrario verso chi se la può permettere una vita agiata, sia chiaro (sarei il primo avendo la possibilità), ma mi fa un po’ sorridere questo strano loro aspetto: “FAI QUEL CHE SEI” è un po’ il messaggio della canzone, poi chi si sente colpito ha ragione di esserlo.

4) A differenza del tuo primo album solista, “Post Effetto”, ci sono pochi featuring e poche produzioni originali.
Perché hai deciso di limitare le collaborazioni?

La scelta è venuta da se, ho voluto fare un lavoro molto “intimo” e mettere dentro solo chi per me conta davvero, anche al di fuori della musica, ossia: Ipno, Bruce, Denny, Infa e Kaizer, persone a cui voglio bene e che mi danno la spinta per fare questa musica, le uniche vere per quanto mi riguarda, in questo ambiente pieno di pacche sulle spalle col pugnale; ed altri come Riky, Skaze, Emdy e Master-T che, se pur non conosco al di fuori dell’ambito musicale, stimo parecchio come artisti, e sono onorato di averli dentro al CD. Per quanto riguarda la scelta delle basi ho voluto fare un mix tra Strumentali Americane e Produzioni Originali, per rendere bene l’idea che questo non è un lavoro ufficiale, ma solo un insieme di concetti e gusti, dove ho potuto sbizzarrirmi a mio piacimento.

5) Per l’ultima domanda, vorremmo domandare una curiosità: da dove deriva il tuo nome d’arte?

Xeto mi è stato dato in tenera età da un amico più o meno 15 anni fa… da allora non l’ho più cambiato. Nascente invece è stata un’idea mia e di Ipno quando ci siamo conosciuti 5 anni fa, ed io stavo iniziando a rappare, il significato originario era quello di Astro Nascente che piacque subito ad entrambi.

Grazie a Xeto Nascente per l’intervista.

Intervista by Alessio Amato

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